trionda pallone mondiale

Ai Mondiali 2026 non saranno solo i calciatori a finire sotto osservazione. Anche il pallone avrà un ruolo da protagonista. Si chiama Trionda, è prodotto da adidas ed è il pallone ufficiale della Coppa del Mondo che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Ma la vera novità non è solo il design: dentro c’è una tecnologia pensata per aiutare arbitri e VAR nelle decisioni più delicate. In pratica, il pallone dei prossimi Mondiali sarà anche una specie di piccolo dispositivo smart, capace di inviare dati in tempo reale durante la partita.

Indice

  1. Perché si chiama Trionda
  2. Il pallone “intelligente”: cosa c’è dentro
  3. Come aiuta il VAR
  4. Perché deve essere caricato
  5. Cosa cambia rispetto al pallone del 2022
  6. Il pallone deciderà le partite?

Perché si chiama Trionda

Il nome Trionda nasce dall’unione di due idee: “tri”, come i tre Paesi ospitanti del Mondiale 2026, e “onda”, cioè onda. Anche il design segue questa logica: il pallone usa rosso, blu e verde per richiamare Canada, Stati Uniti e Messico, con simboli legati ai tre Paesi, come la foglia d’acero, la stella e l’aquila.

La struttura è composta da quattro pannelli, una scelta pensata non solo per l’estetica ma anche per la resa in campo. Secondo adidas, cuciture profonde, texture in rilievo e superficie lavorata servono a migliorare stabilità in volo, grip e controllo anche in condizioni di umidità.

Il pallone “intelligente”: cosa c’è dentro

Trionda contiene un chip con sensore di movimento da 500 Hz, capace di raccogliere dati sul movimento del pallone e inviarli al sistema VAR in tempo reale. Detto in modo semplice: il pallone può aiutare a capire con più precisione quando viene toccato, come si muove e in che momento parte un passaggio o una deviazione.

Non significa che il pallone “decide” al posto dell’arbitro. Semplicemente, si limita a fornire dati molto precisi agli ufficiali di gara, che poi li combinano con immagini, tracking dei giocatori e intelligenza artificiale.

Come aiuta il VAR

Il chip può essere utile soprattutto in due situazioni: fuorigioco e tocchi di mano. Per il fuorigioco, sapere il momento esatto in cui il pallone viene giocato è fondamentale.

Basta una frazione di secondo per cambiare tutto: un giocatore può essere in posizione regolare o irregolare a seconda dell’istante preciso in cui parte il passaggio.

La tecnologia del pallone, insieme ai dati sulla posizione dei giocatori, può quindi aiutare gli arbitri a prendere decisioni più rapide e più precise.

FIFA aveva già spiegato, parlando della tecnologia semi-automatica del fuorigioco, che il sistema combina dati sul pallone, tracking dei calciatori e intelligenza artificiale per supportare gli ufficiali di gara.

Il pallone può aiutare anche a ricostruire i tocchi: per esempio capire se una deviazione c’è stata davvero, se un giocatore ha sfiorato il pallone o se un possibile tocco di mano va analizzato meglio. 

Perché deve essere caricato

La parte che ha fatto più discutere è questa: il pallone va caricato prima della partita. Il motivo è semplice: se dentro c’è un sensore che invia dati in tempo reale, serve anche una batteria.

Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, la batteria del sistema interno avrebbe un’autonomia di circa sei ore, quindi abbastanza per coprire una partita, eventuali supplementari e tutto ciò che può succedere intorno al match.

La scena fa un po’ ridere: prima controllavi se il pallone era gonfio, ora devi anche assicurarti che sia carico. Ma è il segno di quanto il calcio stia cambiando: il campo resta lo stesso, ma intorno c’è sempre più tecnologia.

Cosa cambia rispetto al pallone del 2022

La tecnologia nasce già ai Mondiali 2022 in Qatar, dove era già stato usato un sistema simile con Al Rihla, il pallone ufficiale di quell’edizione. La differenza è che Trionda usa una versione più evoluta: il chip non è più montato al centro con un sistema di sospensione, ma è inserito dentro uno dei pannelli del pallone.

Per mantenere equilibrio e stabilità, gli altri pannelli hanno dei contrappesi.

Il pallone deciderà le partite?

La risposta è no. O almeno: non da solo. Trionda non sarà un arbitro, ma  uno strumento in più, pensato per ridurre i margini di errore nei casi più complicati.

Il punto vero è che il calcio del 2026 sarà sempre più un mix tra istinto e dati: da una parte il tiro, il rimbalzo, il colpo di testa, l’imprevisto; dall’altra sensori, telecamere, AI e VAR.

E forse è proprio questa la cosa più interessante. Il pallone resta l’oggetto più semplice del calcio: lo prendi, lo calci, giochi. Ma ai Mondiali 2026 sarà anche uno degli oggetti più tecnologici in campo. 

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