
Il Governo Draghi ha deciso di prorogare lo Stato di Emergenza fino al 31 marzo 2022. La scelta, che già nella mattinata di ieri appariva come ben più di un'ipotesi, ha preso forma tra ieri sera e questa mattina. E così, il nuovo decreto del Presidente Draghi stabilisce la continuità dell'emergenza in relazione all'aggravarsi della situazione epidemiologica. Anche se la decisione che in queste ore sta facendo più discutere è l'ordinanza del Ministero della Salute, contenuta nel Decreto, che pone una stretta sui viaggi, con particolare riferimento per chi entra nel nostro Paese. Una decisione che ha comportato una pioggia di critiche da parte del settore del turismo; ma anche in UE qualcuno non ha preso bene la nuova disposizione.
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La stretta sui viaggi: tampone negativo per chi arriva in Italia da Paesi UE
Dal 16 dicembre al 31 gennaio, verrà introdotto l'obbligo di tampone negativo per tutte le persone che arrivano in Italia dai Paesi dell'UE.Si renderà quindi necessario effettuare un tampone molecolare 48 ore prima della partenza verso l'Italia o di un antigienico nelle 24 ore precedenti all'arrivo in Italia. Il Ministro Speranza pone inoltre un onere in più per i non vaccinati: oltre al tampone negativo questi dovranno osservare anche un periodo di quarantena di cinque giorni all'arrivo in Italia.
Franco Gattinoni (FTO): “Ennesima mazzata per il turismo”
Le polemiche non hanno tardate ad arrivare; primo fra tutti è stato Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, che in una nota parla di “ulteriore mazzata per il settore del turismo”. E aggiunge: “La notizia per cui gli Usa sconsigliano di viaggiare anche nel nostro Paese è un ulteriore campanello d'allarme che dovrebbe farci capire quanto pesa una comunicazione eccessivamente allarmistica e spingere la politica ad agire immediatamente. Il Turismo organizzato è al collasso e non c'è più tempo da perdere” conclude il Presidente in un'intervista rilasciata dal quotidiano Il Giorno.it.
L'UE: “Stati liberi di scegliere misure alternative, ma il Green Pass è più vivo che mai"
In Europa c'è chi non ha visto di buon occhio la decisione del Governo di introdurre il tampone negativo per tutti, perché questo rappresenterebbe uno scavalcamento del Green Pass, sul quale l'UE punta fortemente. Ad intervenire per prima è stata Vera Jourova, vice presidente della Commissione Europea, durante il Consiglio degli Affari Generali: “Quando gli Stati membri introducono condizioni aggiuntive al Green Pass o rendono le condizioni più severe, come nel caso dell'Italia e forse del Portogallo, la stretta deve essere giustificata sulla base della situazione reale".
La vice-presidente ha inoltre affermato che gli Stati ovviamente devono poter disporre di piani alternativi, in relazione all'aggravarsi della situazione epidemiologica: “Gli Stati membri possono farlo", in riferimento all'introduzione di requisiti aggiuntivi al Green Pass, "ma spero che ciò non faccia morire il certificato, perché è una delle cose più pratiche che abbiamo sviluppato per i cittadini europei”.