
Ci sono sconfitte che restano solo negli almanacchi. Altre bruciano i sogni e le speranze dei tifosi, mandando in fumo un'intera stagione: è quello che successe alla Corea del Nord durante i Mondiali del 2010, quando la nazionale asiatica affrontò il Portogallo nella fase a gironi.
Una partita che, almeno all’inizio, aveva il sapore dell’occasione storica: la Corea del Nord era tornata al Mondiale dopo 44 anni di assenza e, nella gara d’esordio contro il Brasile, aveva perso “solo” 2-1, uscendo dal campo con una sconfitta dignitosa e perfino qualche speranza.
Poi arrivò il Portogallo e con lui una batosta impossibile da dimenticare: un 7-0 netto, che spense subito gli animi della squadra e dei tifosi.
Il bello è che quella partita venne trasmessa in diretta sulla tv di Stato nordcoreana - una scelta rarissima per un Paese abituato a controllare con attenzione le immagini provenienti dall’estero - finendo per mostrare, in tempo reale, una delle peggiori sconfitte della storia calcistica nordcoreana.
Ma nonostante l'evento in diretta nazionale, il match fu raccontato dai media in un modo quantomeno curioso.
Indice
Il bello della diretta e perché la Corea del Nord decise di mostrare il match
Per capire quanto fosse particolare quella scelta, bisogna fare un passo indietro. Nel 2010 la Corea del Nord era tornata ai Mondiali dopo 44 anni di assenza. La prima partita, contro il Brasile, era finita 2-1: una sconfitta, sì, ma dignitosa, contro una delle nazionali più forti del mondo.
Proprio quel risultato aveva creato un certo ottimismo attorno alla squadra.
Di solito, però, le partite internazionali in Corea del Nord non venivano trasmesse live.
Il match contro il Brasile, ad esempio, sarebbe stato mandato in onda con circa 17 ore di ritardo. La sfida contro il Portogallo, invece, fu mostrata in diretta: secondo il Guardian, Korean Central Television trasmise l’intera partita, anche se sul web circolò a lungo l'ipotesi di censura da parte della tv di Stato.
La scelta era infatti anche legata ai diritti tv: l’Asia-Pacific Broadcasting Union, agente regionale della FIFA, aveva annunciato la fornitura gratuita della copertura del Mondiale alla Corea del Nord, dopo che i rapporti con la Corea del Sud si erano deteriorati e Seul non aveva condiviso le immagini del torneo.
Come reagì la tv nordcoreana
Qui entra in gioco la propaganda che non funziona sempre inventando una bugia plateale. A volte lavora per sottrazione: non mostra, non commenta, tenta di spostare l’attenzione.
Secondo il New Yorker, durante Portogallo-Corea del Nord i telecronisti furono piuttosto vivaci nella prima parte della gara, ma diventarono praticamente muti dopo il quarto gol portoghese.
Finita la partita, la tv avrebbe cambiato programmazione senza alcun commento post-gara. Sempre secondo la stessa ricostruzione, il risultato non sarebbe poi comparso in modo evidente sulla stampa ufficiale nordcoreana.
Ma non solo: nei consueti highlights post-partita trasmessi dalle varie testate sportive televisive sarebbero stati mostrati soltanto alcuni spezzoni del match, senza il risultato finale in sovrimpressione.
Una selezione molto attenta delle immagini: poche azioni, perlopiù favorevoli alla Corea del Nord, e un montaggio calibrato anche delle interviste del dopo gara.
Emblematico il caso di Cristiano Ronaldo, mostrato mentre si complimenta con gli avversari dicendo “Sono un grande team”: una frase che, però, appare estrapolata dal contesto e inserita in modo da attenuare il peso della sconfitta.
In pratica: la partita era stata vista, il 7-0 era successo, ma il racconto per il pubblico venne subito ridotto al minimo.
Cosa successe ai giocatori?
Anche il dopo-partita è entrato nella leggenda. Alcune ricostruzioni dell'epoca parlarono di punizioni durissime per squadra e allenatore, ma molte versioni circolate online non sono verificabili.
Secondo quanto riportato da Radio Free Asia e da Human Rights Watch: al rientro a Pyongyang la squadra sarebbe stata sottoposta a una sessione pubblica di critica durata circa sei ore, davanti a centinaia di persone legate al mondo sportivo e istituzionale.