
Ogni anno, puntuale come la colomba di cioccolato, torna la domanda: "ma a Pasquetta piove?".
E ogni anno, altrettanto puntualmente, qualcuno rimanda la grigliata, qualcun altro la fa lo stesso sotto un gazebo traballante, e tutti finiscono per essere convinti che il lunedì dell'Angelo sia maledetto dal meteo per definizione.
Quest'anno abbiamo deciso di affrontare la questione seriamente - o almeno, con l'aiuto di chi si occupa di dati. Abbiamo chiesto a Gemini, l'intelligenza artificiale di Google, di analizzare il meteo degli ultimi dieci anni a Pasquetta e provare a tracciare un quadro di cosa ci aspetta il 6 aprile 2026.
Il risultato è più interessante di quanto sembri.
Indice
Gli ultimi dieci anni: la "maledizione" esiste davvero?
Partiamo dai dati storici. Guardando le Pasquette dal 2016 al 2025, emerge un quadro decisamente meno catastrofico di quello che il folklore meteorologico italiano vorrebbe farci credere.
Il quadro che emerge è questo: due Pasquette davvero belle, tre decisamente brutte, cinque "così così". Non esattamente la maledizione secolare che ci raccontiamo ogni anno.

Perché pensiamo che piova sempre
La risposta ha un nome preciso: bias cognitivo. Tendiamo a ricordare molto meglio le grigliate annullate per il fango rispetto alle giornate di sole che consideriamo "normali". Una Pasquetta soleggiata è attesa, scontata, dimenticabile. Una Pasquetta sotto l'acqua diventa un aneddoto che si racconta per anni.
La statistica, però, dice altro: la probabilità di incontrare pioggia o nuvole a Pasquetta in Italia si aggira intorno al 40-50%.
Non è quindi una maledizione, ma pura e semplice climatologia. La primavera è una stagione di transizione in cui l'aria fredda del nord si scontra con quella calda in risalita dal Mediterraneo, generando frequenti perturbazioni. Succede a Pasquetta perché succede in aprile, non viceversa.
Non tutta l'Italia è uguale
Un altro elemento che sfugge al racconto popolare è la forte differenza geografica. Secondo l'analisi di Gemini sulle serie storiche degli ultimi cinquant'anni: Roma è tra le città più colpite: quasi un lunedì dell'Angelo bagnato su due. Chi organizza un picnic ai Castelli Romani sa già a cosa va incontro.
Milano se la cava meglio di quanto ci si aspetterebbe: la pioggia si è presentata solo nel 28% dei casi, circa una volta su quattro. La Lombardia, in questo senso, è più clemente della capitale.
Palermo detiene invece il record per la variabilità termica: si è passati da Pasquette a 29 gradi - come nel 2024, paradossalmente l'anno più piovoso per molte città del centro-nord - a giornate quasi invernali. Il Sud gioca con le sue regole.
L'anno record che ha distorto tutto
C'è un anno che ha fatto più danni di tutti nell'alimentare il mito: il 2024. La Pasquetta del 1° aprile 2024 è stata classificata come una delle più perturbate dell'ultimo mezzo secolo per molte località italiane.
Piogge intense, temperature basse, grigliate annullate in massa. Un disastro meteorologico che ha rimesso in circolo la narrativa della "Pasquetta maledetta" con rinnovata energia - proprio nell'anno in cui, per una crudele ironia, cadeva il primo aprile.
E il 2026?
Come sappiamo, i modelli meteo diventano attendibili con qualche giorno di anticipo. Stando al portale Meteo.it, l'anticiclone delle Azzorre, con influenze subtropicali, dominerà il meteo, garantendo stabilità dopo i forti rovesci della settimana.
È atteso un clima decisamente caldo primaverile, con temperature in rialzo tra i 18° e i 24° su tutto il territorio nazionale.
Quello che possiamo dire - e che Gemini conferma analizzando i pattern storici - è che una Pasquetta di inizio aprile in Italia ha statisticamente circa il 45% di probabilità di essere instabile, con le aree più a rischio concentrate tradizionalmente sul Centro-Nord.
Detto questo, il consiglio è sempre lo stesso: tieni d'occhio le previsioni, preparati un piano B, e ricordati che il 55% delle volte il sole c'è stato davvero.