
Il focolaio di meningite acuta "senza precedenti" che sta colpendo il sud dell'Inghilterra continua ad espandersi: i contagi accertati o sotto monitoraggio sono passati da 15 a 20, stando a quanto reso noto dall'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria.
"Alle 17 del 17 marzo, nove casi sono stati confermati in laboratorio e 11 segnalazioni restano sotto indagine", si legge nel comunicato ufficiale delle autorità.
Tra i nuovi casi figura anche un paziente ricoverato in un ospedale londinese, residente nella contea del Kent – il territorio dove si concentra il focolaio che ha già provocato due vittime: uno studente universitario e una studentessa delle superiori.
Il responsabile del contagio è in gran parte il batterio meningococco B (MenB).
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Meningite, la situazione in Inghilterra
Intervenuto ai microfoni della Bbc, il ministro della Sanità Wes Streeting ha invitato la popolazione alla calma, precisando che, al contrario di quanto suggerito da alcuni organi di stampa, la situazione non è classificata come emergenza nazionale.
Nel frattempo emergono le testimonianze di alcuni giovani colpiti dalla malattia, che si trasmette attraverso contatti ravvicinati. Tra questi, la 21enne Annabelle Mackay ha raccontato di aver perso temporaneamente la vista per due giorni e di avere ancora difficoltà a camminare.
Nella giornata di oggi è previsto l'avvio di una campagna vaccinale mirata che coinvolgerà circa 5.000 studenti del Kent, area in cui sono già state distribuite in via precauzionale 2.500 dosi di antibiotici.
Le due morti sono state ufficialmente confermate dalla UK Health Security Agency: le vittime sono uno studente universitario di 21 anni e una diciottenne all'ultimo anno di liceo.
Altri 11 ragazzi versano in condizioni serie. Per limitare il rischio di ulteriore diffusione, le autorità sanitarie – in accordo con il governo – hanno avviato una vasta campagna di screening nella zona: oltre 30.000 persone sarebbero già state contattate per sottoporsi a controlli preventivi.
L'allarme tra gli studenti universitari
Il Servizio sanitario nazionale raccomanda di restare aggiornati senza cedere all'allarmismo. Secondo quanto riportato dalla Bbc, una delle possibili fonti di contagio potrebbe essere un locale notturno di Canterbury frequentato da alcuni degli studenti poi risultati positivi.
Sul fronte istituzionale, l'Università del Kent ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: "La sicurezza dei nostri studenti e del nostro personale rimane la nostra massima priorità.
Stiamo lavorando a stretto contatto con i team di sanità pubblica e siamo in contatto con il personale e gli studenti per garantire che ricevano i consigli e il supporto di cui hanno bisogno."
Cos'è la meningite e come si manifesta
La meningite è un'infezione che provoca l'infiammazione delle meningi, ovvero i tre strati di tessuto che proteggono il cervello e il midollo spinale. A scatenarla possono essere virus, batteri o altri agenti patogeni.
La variante più temibile è quella batterica, provocata dal batterio Neisseria meningitidis sierogruppo B: può attaccare sia le meningi che il flusso sanguigno – in questo caso si parla di sepsi – e la sua progressione può essere rapidissima.
Neonati e adolescenti sono le categorie più vulnerabili: nei casi più gravi, la malattia può lasciare danni permanenti o rivelarsi fatale nel giro di poche ore.
I sintomi insorgono spesso all'improvviso e si aggravano con rapidità. I più frequenti sono febbre alta, cefalea intensa, rigidità del collo, nausea, vomito e un senso di spossatezza difficile da ignorare.
In alcuni pazienti compare anche un'eruzione cutanea che non si schiarisce premendo sulla pelle: è uno dei segnali più indicativi delle forme più severe della malattia.
Come si trasmette e il ruolo del vaccino
Il contagio avviene attraverso la vicinanza fisica con persone infette: la saliva, i colpi di tosse o la condivisione di oggetti possono essere veicoli di trasmissione.
Prevenire è possibile, e la vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace: i principali vaccini disponibili coprono i batteri più comunemente responsabili della malattia, tra cui meningococco, pneumococco e Haemophilus influenzae.
A questo si aggiunge l'adozione di abitudini quotidiane prudenti – evitare di condividere bicchieri o oggetti personali – e la prontezza nel consultare un medico non appena compaiono i primi sintomi.