
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata ospite di Pulp Podcast, il format di Fedez e Mr. Marra andato online oggi alle 13:00.
Un'ora e passa di intervista costruita per parlare anche – e soprattutto – a un pubblico giovane, in cui la premier ha attraversato i temi più pesanti del momento: dalla crisi in Iran al referendum sulla giustizia, fino alla guerra in Ucraina.
Indice
Iran: “Non partecipiamo all’attacco, serve de-escalation”
Uno dei passaggi centrali riguarda il conflitto in Medio Oriente. Meloni ha ribadito con chiarezza la linea del governo italiano: “L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare”.
In più, ha aggiunto: "Il punto di vista di chi sta al governo rispetto alle semplificazioni che io leggo su questi temi è: è più pericolosa una guerra oggi per impedire all’Iran di avere una bomba nucleare o è più pericoloso che il regime degli ayatollah possa attaccarmi domani con una bomba nucleare.
Quindi, lo scenario diventa un po’ più complesso".
La premier ha sottolineato che l’obiettivo resta diplomatico: “Quello che noi cerchiamo di fare… è lavorare a una de-escalation”. E sul nodo nucleare ha indicato la direzione: “Tentare di chiudere un accordo per cui l’Iran accetta di utilizzare l’uranio solo a scopi civili”
Meloni ha anche mostrato cautela rispetto alla posizione americana. Ha detto, in buona sostanza, che non se la sente di “condannare” gli Usa senza avere certezze, perché da presidente del Consiglio deve fare valutazioni che riguardano anche la sicurezza degli italiani, specie dei nostri connazionali che vivono all'estero: “Se non ho queste certezze, ed essendo la sicurezza degli italiani a repentaglio, non è perché sono vigliacca o non lucida. Ma devo fare valutazioni più complesse. Non ho elementi certi… per confermare o confutare quello che dicono gli americani”
Nel complesso, il messaggio è chiaro: evitare escalation militari e mantenere una linea diplomatica, pur nel contesto di una crisi che – secondo la premier – mette a rischio il diritto internazionale.
Referendum giustizia: “Non è un voto su di me”
Altro tema centrale dell’intervista è stato il referendum sulla giustizia (in programma il 22-23 marzo), su cui Meloni ha cercato di spostare il focus dal piano politico a quello del merito, insistendo su due punti.
Il primo è che la riforma, a suo dire, sarebbe “volutamente semplice” e comprensibile ai cittadini. Il secondo è l’attacco al fronte del No, accusato di voler trasformare il voto in un giudizio sul governo: “Il fronte del ‘no’ lavora per farlo diventare un referendum contro il governo” e votare No “per mandare a casa Meloni” sarebbe “una trappola”.
Anche per chi non fa parte del suo elettorato. Un concetto ribadito anche in altre dichiarazioni collegate all’intervista: votare “no” solo per mandarla a casa rischia di lasciare “un sistema che non funziona”. Meloni ha quindi difeso la riforma come necessaria e ha accusato l’opposizione di evitare il confronto sul contenuto.
Ucraina: “La Russia non vuole un accordo”
Nel passaggio dedicato alla guerra tra Russia e Ucraina, la premier ha preso posizione netta sulle responsabilità del mancato negoziato: “Allo stato attuale mi pare che la Russia non vuole nessun tipo di accordo”.
Una frase che ribalta la narrazione secondo cui Kiev sarebbe poco disponibile al dialogo e che conferma la linea italiana di sostegno all’Ucraina.