
Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 si chiudono con una certezza: la Norvegia è e resta la superpotenza degli sport invernali. Ma per l’Italia, Paese ospitante, è stata un’edizione storica anche sul piano dei risultati.
Il medagliere finale racconta infatti una rassegna ricca di conferme, sorprese e nuovi protagonisti, con un totale di ben 349 medaglie assegnate, complici anche alcuni ex aequo.
Il Paese dei Fiordi chiude davanti a tutti con 18 ori e 41 medaglie complessive, mentre gli Stati Uniti si prendono la seconda posizione. L’Italia, con 10 ori e 30 medaglie totali, si piazza al terzo gradino del podio firmando un risultato storico che sa di impresa.
Ecco chi ha vinto di più, e cosa si portano a casa gli azzurri.
Indice
Il medagliere finale, Italia da record: la top 10 per numero di medaglie a Milano Cortina 2026
Per la spedizione azzurra questi sono stati i Giochi invernali più "ricchi" di sempre. Il dato che conta non è solo la doppia cifra negli ori, ma la solidità del bottino complessivo: alla fine, delle 349 medaglie assegnate, l'Italia ne ha conquistate 30: 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi - terza nel medagliere generale, a soli dieci medaglie dalla Norvegia.
In una rassegna in cui le grandi potenze degli sport invernali hanno comunque fatto la voce grossa, gli Azzurri hanno tenuto il passo nella corsa al vertice e hanno chiuso al quarto posto per ori, confermando quanto il fattore casa abbia amplificato un percorso già in crescita.
Ecco la top 10 dei Paesi più vincenti di questa edizione:
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Norvegia 41
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Stati Uniti 33
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Italia 30
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Germania 26
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Giappone 24
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Francia 23
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Svizzera 23
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Paesi Bassi 20
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Svezia 18
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Austria 18

Le imprese simbolo degli azzurri
Se Milano Cortina 2026 è stata l’Olimpiade invernale più fruttuosa di sempre per l’Italia, gran parte del merito passa dai suoi volti simbolo.
A guidare la spedizione c’è Federica Brignone, protagonista assoluta nello sci alpino: la valdostana ha firmato una doppietta d’oro tra supergigante e slalom gigante, confermandosi una delle interpreti più complete della sua generazione e regalando al pubblico di casa due delle vittorie più pesanti dei Giochi.
Sul ghiaccio ha brillato Francesca Lollobrigida, che ha dominato le distanze lunghe del pattinaggio di velocità conquistando l’oro sia nei 3000 sia nei 5000 metri. Due successi che certificano la continuità di un’atleta capace di restare ai vertici mondiali per più cicli olimpici.
Impossibile non citare Arianna Fontana, ancora una volta protagonista nello short track. L’argento nei 500 metri - insieme al contributo decisivo nelle staffette - conferma il peso specifico di una campionessa che continua a scrivere pagine importanti della storia azzurra sul ghiaccio.
Nel biathlon, la firma pesante è quella di Lisa Vittozzi, oro nell’inseguimento femminile al termine di una gara di altissimo livello tecnico e mentale. Un successo che consolida definitivamente il suo status tra le big della disciplina.
Tra le storie più emozionanti c’è quella di Flora Tabanelli, bronzo nel big air freestyle: una medaglia che segna il ricambio generazionale degli sport invernali italiani e apre prospettive interessanti per il futuro.
Chiude il cerchio Federico Tomasoni, argento nello ski cross freestyle, protagonista non solo sportivamente ma anche sul piano umano. Dopo la gara, l’azzurro ha dedicato la sua impresa all’amica e collega scomparsa Matilde Lorenzi, trasformando il podio in uno dei momenti più toccanti dell’intera spedizione italiana.
Le sorprese di Milano Cortina 2026
Tra le storie più sorprendenti c’è poi quella del Brasile, che conquista la prima medaglia invernale della sua storia e lo fa addirittura con un oro, un risultato destinato a restare simbolico per l’allargamento geografico degli sport sulla neve.
Anche la Georgia trova un momento da ricordare con la sua prima medaglia ai Giochi invernali, segnale di un movimento che, pur con numeri ridotti, riesce a ritagliarsi spazio nelle discipline più tecniche.
Sul fronte degli eventi “da copertina”, l’hockey maschile regala una finale da film: gli Stati Uniti tornano all’oro battendo il Canada all’overtime, in una partita che ha riacceso l’attenzione mondiale su uno degli sport più identitari dell’Olimpiade invernale.
Perché i totali delle medaglie non coincidono
A colpo d’occhio, qualcuno potrebbe notare che il conteggio di ori, argenti e bronzi non è perfettamente allineato. È un effetto tipico quando, in alcune gare, si verificano ex aequo: in quel caso si assegnano medaglie “extra” e il totale complessivo cresce oltre lo schema classico.
Per questo motivo, nel bilancio finale si contano 116 ori, 118 argenti e 115 bronzi, per un totale di 349 medaglie.