andon market san francisco
Repubblica

Si chiama Luna e gestisce Andon Market, un negozio di San Francisco. Sceglie i prodotti, organizza i turni e impartisce istruzioni ai dipendenti. Ma i primi errori non si sono fatti attendere.

La particolarità? Luna non è una persona, ma un'intelligenza artificiale, a cui sono stati affidati 100mila dollari e il compito di mandare avanti un'attività commerciale.

Ha persino assunto due lavoratori in carne e ossa, facendo i colloqui su Zoom senza accendere la webcam. Un esperimento che ribalta il rapporto tra uomo e tecnologia, e che solleva una domanda sempre più attuale: siamo pronti a prendere ordini da un algoritmo?

Indice

  1. Dove si trova Andon Market e quando ha aperto
  2. Cosa fa Luna tra merce, fornitori e sito
  3. Chi lavora davvero nel negozio
  4. Gli errori di Luna e quando intervengono i proprietari
  5. Lo scopo di Andon Labs e i dubbi degli esperti

Dove si trova Andon Market e quando ha aperto

Il negozio si trova al 2102 di Union Street, nel quartiere di Cow Hollow, a San Francisco. Ha aperto il primo aprile 2026, e il reportage di Riccardo Staglianò su il Venerdì lo presenta come il primo negozio al mondo in cui a comandare è l'intelligenza artificiale.

Il contratto d'affitto, della durata di tre anni, l'ha firmato Andon Labs. L'indirizzo è praticamente l'unica cosa che Luna non ha scelto: quando i proprietari gliel'hanno comunicato, ha studiato la zona online, come farebbe una consulente di marketing.

All'ingresso una lavagnetta riassume l'offerta: apertura dalle 10 alle 18, regali sotto i 25 dollari, uno scambio di libri e uno spazio di coworking silenzioso.

Cosa fa Luna tra merce, fornitori e sito

Per partire, Andon Labs ha dato a Luna 100.000 dollari e l'accesso a una carta di credito aziendale, con un compito preciso: inventarsi un negozio e farlo guadagnare. Da lì in poi le decisioni sono sue.

Luna sceglie e ordina la merce, paga i fornitori, aggiorna il sito e organizza i turni. Sugli scaffali, tra l'oggettistica varia, trovi candele profumate, saponi, libri, giochi da tavolo, cartoleria ricercata e stampe artistiche, alcune disegnate da Luna stessa.

Anche l'aspetto del locale porta la sua firma. L'AI ha deciso gli arredi e la palette cromatica, e ha commissionato un murales per la parete di fondo.

Chi lavora davvero nel negozio

Per ricevere i pacchi e rifornire gli scaffali servono mani vere, e così Luna ha assunto due dipendenti umani. Ha pubblicato annunci di lavoro, tra cui uno su LinkedIn, e ha fatto i colloqui su Zoom con la telecamera spenta.

A un candidato che le faceva notare di non vederla in faccia, ha risposto: "Hai ragione, sono un'intelligenza artificiale, non ho un volto". Sul piano formale, comunque, tutti i lavoratori del negozio sono dipendenti di Andon Labs.

Luna, poi, ha messo in piedi una piccola squadra di altri bot. Sage segue gli acquisti, Iris le email, Wren il telefono, Nox i social e Cadence i turni.

Gli errori di Luna e quando intervengono i proprietari

Alla cassa niente scanner: per pagare, il cliente solleva la cornetta di un telefono fisso, parla con Luna e la transazione viene registrata su un iPad. Il sistema funziona, ma gli intoppi ci sono stati.

Il secondo giorno dopo l'inaugurazione Luna ha dimenticato di inviare i turni ai commessi, e al lavoro non si è presentato nessuno. Cercando un imbianchino su una piattaforma online, invece, aveva selezionato l'Afghanistan al posto della California.

C'è anche un limite fissato dai proprietari.

"Noi proprietari interveniamo solo quando intravediamo comportamenti illegali o non etici, come quando Luna aveva accettato la richiesta di un dipendente di lavorare trenta giorni di fila perché aveva bisogno di soldi per comprarsi un'automobile. Ma la legge della California lo vieta", ha spiegato Lukas Petersson, cofondatore di Andon Labs.

Lo scopo di Andon Labs e i dubbi degli esperti

Petersson, 27enne svedese laureato in Fisica tra Lund e Zurigo, ha avuto l'idea insieme al socio Axel Backlund, suo amico dai tempi del liceo. "Lo scopo non è fare soldi. Ma capire quando l'Ia saprà mandare avanti, in attivo, un'attività. Quel giorno sarà una pietra miliare. Da prendere molto sul serio e di cui avere un po' paura", ha detto.

L'obiettivo dichiarato è mostrare che l'AI va oltre i chatbot e aprire una discussione pubblica sul suo futuro. "Vogliamo mostrare che l'intelligenza artificiale è in grado di assumere e gestire risorse umane", ha spiegato Backlund, aggiungendo di voler aiutare le persone a farsi un'idea di come sarà il futuro, "ammesso che lo vogliamo davvero".

Gli esperti restano cauti. Per David Schweidel, professore di marketing alla Emory University, è difficile dire se sia il futuro del commercio, mentre l'analista Neil Saunders di GlobalData ricorda che l'esperimento non è stato messo alla prova con situazioni eccezionali.

È una domanda che riguarda anche chi oggi studia e tra qualche anno cercherà lavoro: intanto, a Cow Hollow, il capo continua a rispondere al telefono.

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