concerto

Dopo un anno di pandemia e di incontri virtuali abbiamo quasi dimenticato i “vecchi” modi di socializzare, abbiamo perso quell’emozione nel contatto umano che solo il luccichio di uno sguardo può darci, non di certo un display freddo e innaturale. Ciò che è particolarmente mancato, specialmente ai più giovani, è il divertimento e la frenesia che si prova nell’urlare a squarciagola le canzoni del proprio cantante preferito durante un suo concerto.

È sicuramente un’emozione che non si può provare collegandosi su Spotify e ascoltando a ripetizione la propria playlist preferita. Sembrava impossibile tornare al vecchio amato live, eppure qualche giorno fa a Barcellona i Love of Lesbian hanno tenuto il primo concerto dopo la comparsa del COVID. Un’esibizione che ha fatto pulsare nuovamente le anime di 5.000 persone.

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Chi sono i Love of Lesbian

I Love of Lesbian sono un gruppo pop/Indie rock spagnolo nato nel 1997. I componenti della band sono: Santi Balmes, Jordi Roig, Joan Ramon Planell, Oriol Bone, Julián Saldarriaga e alla tastiera nei live troviamo Dani Ferrer. Nel 2009 raggiungono l’apice della popolarità grazie alla pubblicazione del disco “1999” che darà al gruppo la possibilità di fare un intenso tour grazie al quale possono calcare i palchi spagnoli, europei e dell’America Latina.

Insomma sono una band molto affiatata, e questa è un importante caratteristica visto che negli ultimi dieci anni abbiamo visto rapidamente nascere e altrettanto facilmente morire un gran numero di gruppi musicali. Ma loro hanno continuato a produrre regolarmente dei dischi di successo fino a diventare oggi il simbolo della speranza.

Scopri Barcellona con le immagini di questo video!

Il concerto che vince la pandemia

I Love of Lesbian si sono esibiti il 27 Marzo al Paul Sant Jordi di Barcellona di fronte ad una folla di 5.000 persone. Pare assurdo pensare che con il diffondersi della pandemia da COVID-19 si possa autorizzare un assembramento del genere in tutta sicurezza. Eppure non è un sogno ma la realtà.
I partecipanti hanno dovuto sottoporsi ad uno screening che prevedeva l’effettuazione, qualche ora prima dell’inizio dell’esibizione, di un tampone rapido antigenico. Se il test risultava negativo si poteva assistere all’atteso evento grazie a un codice inviato sul telefonino che rendeva valido il biglietto di ingresso all’arena.

Attenzione però le mascherine, di alta qualità, erano assolutamente obbligatorie in quasi tutte le aree tranne quelle adibite alla ristorazione. Gli affetti da patologie croniche gravi (tumori o malattie cardiache) o chi ha avuto avuto contatti con persone infette non ha potuto partecipare all' evento. Il concerto è andato in sold out in poche ore e questo testimonia quanto sia forte la voglia di ritornare alla socialità pura e vibrante di un tempo.

I Paesi che faranno concerti dal vivo

Nonostante la circolazione veloce di un virus che non vuole più abbandonarci, in Europa ci sono Paesi che vogliono far partire i live. Il tutto è possibile con uno scrupoloso lavoro di screening e quindi di tracciamento. Abbiamo appena citato il concerto organizzato in Spagna dai Love of Lesbian ma questo concerto non è un caso isolato. In Olanda, a dicembre, si fece un esperimento dove 463 persone si sono rinchiuse in un locale dopo aver effettuato un tampone rapido ed aver ricevuto l’esito negativo. Con le mascherine ma con nessun distanziamento si è riusciti a garantire un risultato positivo, o meglio, negativo visto che non ci fu nessun contagio. Sicché il 20 Marzo c’è stato il secondo round con il festival Lowlands di Biddinghuizen che prevedeva l’ingresso di 1500 persone. Le modalità di tracciamento sono curiose perché sono stati fatti 150 tamponi a campione. Di questi, 26 sono risultati positivi e, quindi, queste persone non hanno potuto partecipare. All’interno dell’arena gli spettatori sono stati divisi in tre macrogruppi che prevedevano diversi comportamenti, uno dei quali la mancanza della mascherina. Qualche giorno dopo sono stati sottoposti nuovamente a tampone antigenico e adesso si attendono i risultati.

Anche in Inghilterra si è svolto un evento simile. L’unica differenza è che in questo caso si è progettato uno spazio apposito per garantire il distanziamento sociale. Siamo nell’arena di Newcastle alla Virgin Money Unity, costituita da 500 piattaforme che possono ospitare 5 persone ognuna, distanti tra loro circa 2 metri. Durante l’esibizione di Sam Fender, tutti i fans hanno potuto godersi a pieno lo spettacolo anche grazie a un ampio sistema di servizi offerti per la loro sicurezza come la diffusione di app per cibo e bevande, distribuzione di disinfettanti e, infine, ingressi e uscite scaglionati ad orari differenti.

E in Italia?

Mentre alcuni Paesi dell’Europa sperimentano un ritorno alla normale socialità l’Italia continua a chiudere teatri, cinema, musei e luoghi di ritrovo culturali. Sembra quasi paradossale che un Paese come il nostro così ricco di storia, di cultura e di bellezza possa ampiamente trascurare un settore fondamentale che dà lavoro a milioni di italiani e che garantisce anche altissime entrate alle casse dello Stato. Ma andando oltre ai benefici economici che tale settore comporta, è opportuno sottolineare ciò che a suo tempo affermava il filosofo Aristotele: “l’uomo è un animale sociale”.

Dopo un anno di lockdown non ci bastano più i concerti in streaming e le videochiamate di gruppo su Zoom. Abbiamo bisogno di uscire in sicurezza dalle nostre mura domestiche, che oramai vengono quasi percepite non più come luoghi di protezione ma come prigioni dorate. In un concerto, le emozioni si moltiplicano al solo vibrare delle prime note, all’unisono con centinaia di persone che provano le stesse sensazioni. Ecco, abbiamo bisogno di questo.

Gli eventi organizzati in Spagna, Olanda e Inghilterra devono essere un esempio per ricordarci che l’uomo è un essere sociale che ha bisogno di vivere circondato da altre persone unite dalla condivisione di interessi e sentimenti. Dunque, perché non replicare anche da noi, con i dovuti controlli, queste bellissime iniziative?

Stefania Ruggiu, La Politica Del Popolo

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