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Quando si dice "l'IA ci ruberà il lavoro", forse sarebbe il caso di smettere di usare il tempo futuro. Un'azienda tech con sede a Venezia ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per tutti i suoi dipendenti: 29 impiegati, 7 quadri e un dirigente. Il motivo ufficiale? Proprio l'intelligenza artificiale.

La società che sviluppa software e piattaforme digitali per banche e consulenti finanziari - quegli strumenti che usano per gestire i patrimoni dei clienti - non sta fallendo. Anzi, tutto il contrario. 

Indice

  1. I numeri che non tornano
  2. Cosa sta succedendo davvero
  3. I lavoratori licenziati si riuniscono in assemblea

I numeri che non tornano

Il bilancio 2024 parla chiaro: utile netto di 501.000 euro, fatturato di quasi 10 milioni, crescita del 63% rispetto all'anno prima. Ogni dipendente generava in media oltre 248.000 euro di ricavi - un dato che, nel settore, è considerato ottimo.

Eppure la direzione centrale, con sede a Los Angeles, ha annunciato "la cessazione definitiva" dell'attività italiana, definendola "strutturalmente anti-economica e inefficiente". Una valutazione che, guardando i numeri, lascia più di qualche dubbio.

Cosa sta succedendo davvero

Questa società è controllata a sua volta da un'altra società lussemburghese, che risponde alla casa madre di Los Angeles.

Fino a poco fa, il modello di business prevedeva team di sviluppatori distribuiti in diversi paesi, capaci di adattare i prodotti alle esigenze locali. Umani, insomma, con conoscenza diretta del mercato. Quel modello adesso è considerato obsoleto: troppo lento, troppo frammentato, economie di scala insufficienti.

La nuova strategia punta su "centri di eccellenza globali" accentrati, con al centro una piattaforma di intelligenza artificiale - la cosiddetta Smart Platform - che sostituisce il lavoro distribuito.

L'obiettivo dichiarato è "massimizzare i benefici in termini di produttività e automazione". I 37 dipendenti di Venezia, in questa visione, non servono più.

I lavoratori licenziati si riuniscono in assemblea

Chi sono questi lavoratori che hanno dovuto cedere il passo all'IA? Informatici esperti, per lo più. Persone con competenze tecniche elevate - il tipo di profilo che, fino a ieri, si pensava fosse al sicuro dall'automazione.

Paradossalmente, lavorano con il contratto dei metalmeccanici, quindi oggi all'assemblea - convocata alle 11:30 - saranno presenti i sindacalisti che di solito seguono le tute blu.

È la prima volta che molti di loro si trovano a fare i conti con una vertenza sindacale. Disorientati e arrabbiati, secondo chi li conosce. E con una domanda che vale per tutti, non solo per loro: se l'IA licenzia anche chi la sa usare, chi è davvero al sicuro?

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