legge palestre scuole aperte

Quattro anni di attesa, con in mezzo tre titoli mondiali: tutto comincia da una cerimonia al Quirinale, quando la nazionale maschile di volley - fresca vincitrice del titolo iridato del 2022 - varcò le porte del Colle per essere ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Proprio in quella occasione, in Parlamento fu annunciata la volontà di aprire le palestre scolastiche alle realtà sportive del territorio.

Da allora gli azzurri e le azzurre hanno aggiunto altri allori, compreso il titolo maschile e femminile del 2025, mentre le giovani promesse del nostro paese hanno continuato ad aspettare. Fino ad oggi. 

La promessa, infatti, è stata mantenuta nelle scorse ore: il Senato ha dato il via libera definitivo al provvedimento, che diventa a tutti gli effetti legge dello Stato.

A renderlo possibile è stata una convergenza politica non scontata, con Mauro Berrutodeputato del Pd, ex commissario tecnico della Nazionale e primo firmatario del testo – e il ministro dello Sport Andrea Abodi che hanno lavorato nella stessa direzione.

Sullo sfondo c'è la Fipav (Federazione Italiana Pallavolo) di Giuseppe Manfredi, che dopo i successi iridati aveva alzato la voce su un problema concreto e diffuso: troppi bambini costretti a rinunciare alla pallavolo non per mancanza di voglia, ma per assenza di spazi dove allenarsi.

Indice

  1. Il paradosso: l'Italia che vince non allena i suoi studenti
  2. Perché questa legge è una svolta per lo sport a scuola?
  3. Il ministro Abodi omaggia il Parlamento
  4. Una bella giornata (anche) per il volley italiano

Il paradosso: l'Italia che vince non allena i suoi studenti

Il che, se ci riflettiamo un po’ sopra, è paradossale. Siamo ormai una “superpotenza olimpica”, ma a scuola 1 studente su 2 è senza palestra o impianti sportivi, perché mancanti o inagibili.

Anche dove esistono, spesso non sono davvero fruibili: solo il 59,1% degli impianti risulta accessibile fuori dall’orario scolastico.

Al netto di questo, il Nord riesce a garantire il 77% di aperture, seguito dal Centro (66,6%), mentre il Sud arriva solo al 45,4% e le Isole al 34%.

Il 94,8% degli impianti è dichiarato agibile, mentre ben il 20,1% necessita di interventi urgenti di riqualificazione, con picchi allarmanti nel Sud (41,3%) e nel Centro (29,8%). Solo il 6,1% degli impianti ha beneficiato di interventi nel 2024, con una punta del 13% al Centro e un minimo del 2,9% al Sud.

Di che tipo di strutture stiamo parlando? La maggior parte è indoor (74,9%), mentre appena il 6,8% è outdoor. Solo il 18,3% degli edifici offre entrambe le tipologie di impianti.

Il Centro è l’unica area a superare la media nazionale, con il 32,9% di edifici dotati sia di impianti interni che esterni. Parliamo di un territorio che sa offrire comunque diverse opportunità per chi desidera praticare sport. 

Rieti, ad esempio, è la ‘capitale’ dell’atletica leggera da quasi 50 anni: non a caso, campioni del passato come Andrew Howe e del presente, come Marcel Jacobs e Mattia Furlani, sono passati proprio da lì.

Troppo poco, però, rispetto alla platea di giovani che vorrebbero praticare sport a livello agonistico. Ecco perché questa nuova legge potrebbe evitare allo sport italiano una débacle simile a quella dell'Italia del calcio. 

Perché questa legge è una svolta per lo sport a scuola?

“Le palestre scolastiche” spiega Berruto a La Repubblica, “fatte salve le necessità legate ai piani triennali di offerta formativa, tornano al termine delle lezioni nella piena disponibilità dei loro proprietari (comuni, province, città metropolitane) che le potranno assegnare alle società sportive attraverso apposite convenzioni.

La legge permetterà l’utilizzo delle palestre scolastiche anche nei periodi estivi in cui la scuola è chiusa.” 

Ma il vero punto di svolta è un altro. La legge prevede infatti che le società sportive senza fini di lucro potranno proporre interventi di ammodernamento e riqualificazione della palestra scolastica, ottenendone l’utilizzo gratuito per un periodo di tempo proporzionale all’investimento

“In tanti comuni del nostro Paese questo rapporto funzionava già in modo virtuoso, ma in tantissimi purtroppo no. Questa legge rende finalmente giustizia e ci avvicina a quel diritto allo sport che dal 2023 è richiamato dall’art 33 della Costituzione" conclude Berruto. 

Il ministro Abodi omaggia il Parlamento

"Oggi il Parlamento italiano ha vinto una medaglia speciale” commenta il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

“Questa legge dà più forma e sostanza all'alleanza tra la scuola e lo sport, mettendo al servizio delle comunità, fuori dagli orari didattici, gli impianti sportivi scolastici, luoghi della socialità per eccellenza, dove si stabiliscono relazioni, superando differenze e diffidenze.

Comuni e province potranno mettere a disposizione delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche le palestre e gli impianti dedicati allo sport al termine dell'orario scolastico e nei periodi di sospensione dell'attività didattica.

Questo disegno di legge qualifica anche il confronto tra le diverse sensibilità politiche che affrontando le tematiche sportive riescono a trovare quasi sempre una proficua condivisione”.

Una bella giornata (anche) per il volley italiano

Inutile dire che è una bella giornata per il volley italiano. Comprensibile, quindi, anche l’esultanza del numero uno della Fipav Giuseppe Manfredi: “Questa importante proposta di legge è ormai una realtà per il nostro Paese.

Ringrazio il primo firmatario del disegno, il nostro ex ct Mauro Berruto che ha lavorato alacremente per far sì che questo diventasse realtà, ma naturalmente è mio dovere ringraziare anche il ministro Abodi che con il suo impegno ha permesso tutto questo.

Ritengo che questo sia un importante passo che permetterà a molte ragazze e ragazzi di coltivare la loro passione sportiva”.

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