Non importa se sei in grado di guidare una Mercedes a 300 km/h, se non hai l'età giusta per bere, non lo fai. Anche se ti chiami Kimi Antonelli e hai appena vinto il Gran Premio del Giappone.
Così, sul podio di Suzuka, mentre Oscar Piastri e Charles Leclerc impugnavano la loro bottiglia di champagne, Antonelli stringeva una bevanda analcolica. Prima vittoria di un italiano a Suzuka dopo Riccardo Patrese nel 1992, 34 anni di attesa. E niente bollicine.
Niente bollicine sul podio
Kimi Antonelli ha 19 anni. Il 25 agosto ne compirà 20. E in Giappone, dove l'età legale per gli alcolici è fissata a 20 anni - limite rimasto invariato anche dopo che dal 1° aprile 2022 la maggiore età è stata abbassata a 18 - quel mese e mezzo di differenza conta eccome.
Non importa che tu abbia appena fatto la cosa più difficile che esiste in Formula 1. Le regole sono regole, e il Giappone - come sappiamo - le prende sul serio.
Poco male, la festa del 20enne romagnolo si era già consumata un giro prima, al momento esatto in cui aveva tagliato la bandiera a scacchi: esultanza alla Bolt, pugno al cielo, urlo nella radio. Tutto quello che aveva dentro era già uscito lì, a 300 all'ora, prima ancora di fermarsi.
Sul podio è arrivato il resto, e anche quello, a modo suo, è stato memorabile. Perché se non puoi bere lo champagne, qualcun altro lo beve per te. Piastri e Leclerc lo hanno inondato dopo l'inno di Mameli, trasformando quella bottiglia in una doccia collettiva. Kimi rideva, fradicio, con la sua analcolica in mano.
L'età per festeggiare come si deve arriverà ad agosto. I record, nel frattempo, non aspettano.