mondo nel 2014

Brasile, Mondiale 2014. Dodici anni fa: l'Italia usciva ai gironi contro Uruguay e Costa Rica, con Suárez che mordeva Chiellini consegnando agli annali l'unico - e ultimo - vero momento iconico della storia degli azzurri ai Mondiali.

Era l'ultima volta che la nazionale prendeva parte alla fase finale di una Coppa del Mondo, e con la sconfitta di ieri contro la Bosnia la striscia negativa si allunga ancora.

Per capire quanto tempo sia davvero passato, proviamo a ricostruire com'era il mondo in quell'estate: cosa si ascoltava, cosa si guardava, come ci si vestiva e quali erano i trend dell'epoca.

Indice

  1. L’ultima Italia ai mondiali
  2. La musica: "Happy" ovunque, e il rap italiano agli albori
  3. Smartphone: in tasca c’era l’iPhone 5 (in attesa del 6)
  4. Console e videogiochi: la PlayStation 4 era nuovissima
  5. Lifestyle e challenge
  6. Serie TV e film: Game of Thrones al suo apice, e Gomorra appena nata
  7. Scuola, i "vecchi" esami
  8. Moda: normcore, snapback e sneaker che non costavano una follia
  9. Cosa è rimasto immutato in 12 anni?

L’ultima Italia ai mondiali

Partiamo dalla nazionale, che è poi quella che ha ispirato questo articolo. Dopo l'infelice parentesi ai Mondiali 2010 in Sudafrica - con gli azzurri di Lippi, campioni in carica, eliminati ai gironi - alla guida della squadra arrivò Cesare Prandelli.

L'ex allenatore della Fiorentina provò subito a rinnovare la rosa con una formula semplice: tenere la vecchia guardia per far crescere le new entry. Così, accanto a Pirlo, De Rossi e Buffon, comparve l'inedita coppia d'attacco formata da Balotelli e Cassano.

Con loro, diversi volti nuovi: Lorenzo Insigne, e i due attaccanti del Torino di Giampiero Ventura, Alessio Cerci e Ciro Immobile. La difesa era solida: davanti al portierone della Juventus schieravano proprio i suoi compagni di club, Bonucci, Barzagli e Chiellini.

Il centrocampo - che da lì a poco sarebbe stato orfano di Pirlo e De Rossi - sembrava blindato con Marchisio e Verratti.

Un team forte non solo sulla carta: la squadra arrivò in finale all'Europeo del 2012, cedendo il passo a una Spagna che in quegli anni era semplicemente imbattibile.

Nel 2014 arrivò il Mondiale in Brasile, la nostra ultima apparizione alla rassegna iridata - una spedizione rivelatasi però fallimentare, ancora oggi ricordata soprattutto per il morso di Suárez a Giorgio Chiellini.

morso suarez chiellini

La musica: "Happy" ovunque, e il rap italiano agli albori

La canzone dell'anno, in radio, era Happy di Pharrell Williams. Prima classificata tra i brani più trasmessi dalle radio italiane nel 2014, seguita da Cesare Cremonini con Logico #1 e dai Coldplay con A Sky Full of Stars

In streaming la storia era diversa. Gli italiani ascoltavano soprattutto rap: Fedez dominava le classifiche con un pubblico trasversale dai 13 ai 34 anni, seguito da Rocco Hunt, Emis Killa e Guè Pequeno.

Era il rap di prima della trap – prima di Sfera Ebbasta, prima di Capo Plaza, prima che tutto cambiasse. Il pezzo italiano dell’anno? Magnifico di Fedez feat. Francesca Michielin, uno dei singoli che ha dominato le classifiche italiane.

A livello globale, l'estate 2014 aveva la EDM come genere dominante: Avicii, Calvin Harris con Summer, Clean Bandit, Klingande. Il K-pop non aveva ancora conquistato il mondo occidentale.

Drake era già grande, ma non il mostro che sarebbe diventato. Bailando di Enrique Iglesias era in cima alle classifiche italiane, il che la dice lunga su quanto fosse diverso il panorama musicale.

Smartphone: in tasca c’era l’iPhone 5 (in attesa del 6)

Quando l'Italia giocava contro l'Uruguay, l'iPhone 6 non era ancora uscito. Sarebbe arrivato a settembre di quell'anno, e sarebbe diventato lo smartphone più venduto di sempre, con oltre 220 milioni di unità vendute, un record che regge ancora oggi.

In quell'estate in tasca c'erano soprattutto iPhone 5S e Samsung Galaxy S4 e S5. Niente notch, niente Face ID, niente schermi enormi. Gli smartphone erano ancora oggetti con cui si faceva qualcosa di concreto: si fotografava, si messaggiava (già con WhatsApp), si ascoltava musica.

Il doom scrolling da 3 ore di fila non era ancora uno sport nazionale.

TikTok non esisteva. Al suo posto, c’erano Facebook (che iniziava ad avviarsi sul viale del “tramonto”) e Instagram, che era ancora principalmente foto con filtri vintage di caffè e tramonti. I reel e le stories? Non c'erano. E pensa che - all’epoca - Snapchat era la app "pericolosa" del momento. 

Console e videogiochi: la PlayStation 4 era nuovissima

La PS4 era uscita a novembre 2013, quindi nel 2014 era la console del momento – brillante, nuova, e soprattutto non aveva ancora i giochi davvero enormi che sarebbero arrivati negli anni successivi. FIFA 14 e FIFA 15 erano i titoli più venduti. GTA V era appena stato portato su next-gen.

Fortnite? Non esisteva. Minecraft era già un fenomeno, ma i bambini lo giocavano su PC – non era ancora la cosa culturale globale che sarebbe diventata. The Last of Us era uscito l'anno prima su PS3 e la gente ne parlava ancora come del miglior gioco di sempre (giusto, tra l'altro).

Lifestyle e challenge

Il videogioco più amato dell'epoca? Senza dubbio Flappy Bird. Era l'anno del boom dei selfie (oggi considerati roba da boomer), grazie anche ai selfie-stick, e challenge erano già in voga, soprattutto la famigerata Ice Bucket Challenge, che consisteva nel rovesciarsi addosso una bacinella piena di acqua ghiacciata.

Una sfida che nasceva con uno scopo nobile: sensibilizzare l'opinione pubblica sulle malattie degenerative. 

Lo sport più praticato durante la settimana era il calcio a 5: una scusa per vedersi con amici e colleghi fuori dall'orario di lavoro. E a proposito di lavoro: in pausa pranzo non c'erano poké pronti e confezionati ma la cara vecchia "schiscetta" portata da casa. 

Serie TV e film: Game of Thrones al suo apice, e Gomorra appena nata

Nel 2014 Game of Thrones era alla quarta stagione – siamo nell'era del Purple Wedding, degli Oberyn Martell, di quando la serie era ancora intoccabile e nessuno sapeva come sarebbe finita male.

Le migliori serie dell'anno secondo la critica includevano anche Orange is the New Black, Mad Men e True Detective (la prima stagione con McConaughey e Woody Harrelson, quella che molti considerano ancora una delle cose migliori mai prodotte per la televisione).

In Italia, quell'anno è nato qualcosa di importante: GomorraLa Serie aveva fatto il suo debutto ed era diventata la prima produzione italiana apprezzata anche all'estero, con un impatto culturale che va ben oltre la fiction.

Al cinema, i film più visti erano Interstellar di Nolan, Guardians of the Galaxy, The Wolf of Wall Street (uscito a fine 2013 ma distribuito in Italia nel 2014). Netflix esisteva, ma non era ancora la piattaforma di riferimento che è diventata oggi.

Scuola, i "vecchi" esami

Anche l'esame di Maturità aveva un sapore diverso. Nel 2014, i maturandi dovevano affrontare la temutissima Terza Prova, il "quizzone" multidisciplinare preparato dalle commissioni che sarebbe stato abolito solo anni dopo.

La commissione era rigorosamente mista, con metà dei docenti esterni a fare da "giudici" sconosciuti, e si portavano all'orale tutte le materie (nel 2026 ne sono rimaste "solo" 4), rompendo il ghiaccio con una tesina. Niente Formazione Scuola Lavoro, ancora non c'era o, per lo meno, non come la intendiamo ora, e non all'orale dell'esame. 

Per i ragazzi di Terza Media, invece, la normativa dell'epoca prevedeva che il test Invalsi fosse una prova scritta facente parte dell'esame stesso: a differenza di oggi, il punteggio ottenuto incideva direttamente sulla media finale del diploma, trasformando i test di logica e comprensione in un incubo decisivo per il voto d'uscita.

Moda: normcore, snapback e sneaker che non costavano una follia

Il 2014 è l'anno in cui il normcore – l'estetica del vestirsi volutamente banale, jeans semplici, t-shirt basic, sneaker bianche – era al suo picco. Era una moda che nasceva proprio come reazione ironica al fast fashion sempre più aggressivo degli anni precedenti.

I cappellini con visiera piatta (snapback) erano ovunque. Le felpe oversize stavano iniziando a prendere piede ma erano ancora lontane dall'essere la norma. Le scarpe più ambite erano le Air Jordan e le Nike Roshe Run.

Il logomania aggressivo di oggi non c'era. Supreme esisteva ma era ancora cultura di nicchia. Off-White non era ancora Off-White. Il lusso streetwear come lo conosciamo adesso – con le collab Supreme x Louis Vuitton e tutto quello che ne è seguito – era ancora di là da venire.

Cosa è rimasto immutato in 12 anni?

Dodici anni sono tanti, e facendo questa ricerca ci siamo accorti di quanto il mondo fosse diverso nel 2014. Eppure alcune cose resistono. WhatsApp è ancora la piattaforma di messaggistica numero uno, nonostante le alternative non manchino.

Netflix, sempre più sulla cresta dell'onda, ha fatto da apripista a un intero ecosistema di piattaforme streaming che nel 2014 non esistevano o erano appena agli albori.

Sanremo va in onda ogni febbraio e ogni anno qualcuno giura che sarà l'ultimo a guardarlo. L'aperitivo non è mai tramontato: cambia nome, cambia formato, ma c'era nel 2014 e ci sarà ancora tra dodici anni.

Apple e Samsung dominano ancora le classifiche delle vendite di smartphone. E poi ci sono le code agli sportelli, il crescente costo della vita e il dibattito politico che è forse l'unica cosa che cambia davvero lentamente: basta dare un'occhiata in Parlamento per rendersi conto che certi volti sono lì da vent'anni.

La nazionale di calcio, purtroppo, ha fatto entrambe le cose: è cambiata tanto, ma in peggio.

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