
Se studi o lavori lontano da casa, probabilmente lo sai già: per il referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo il governo non ha previsto il voto fuorisede. Tradotto: per votare dovresti tornare nel comune dove hai la residenza, con tutto quello che comporta in termini di soldi e ore di viaggio.
C'è però una scappatoia, che ti consente di votare rimanendo esattamente dove sei.
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Sei fuorisede? Per votare diventa rappresentante di lista
La figura del rappresentante di lista esiste da sempre: sono le persone presenti ai seggi durante le votazioni e lo spoglio, con il compito di verificare che tutto si svolga regolarmente.
Possono seguire tutte le operazioni elettorali, far inserire dichiarazioni nei verbali e firmare alcuni atti ufficiali. Il dettaglio che qui ci interessa è uno: il rappresentante di lista vota nel seggio a cui è assegnato, indipendentemente da dove ha la residenza.
I rappresentanti di lista possono essere designati dai partiti o comitati promotori per vigilare sulla regolarità del voto, con due figure (effettivo e supplente) per ogni seggio. La nomina avviene tramite atti scritti e autenticati, presentati al Segretario comunale o direttamente al Presidente di seggio entro i termini fissati.
Diversi partiti - Alleanza Verdi Sinistra per prima, poi PD, Movimento 5 Stelle, +Europa e il comitato "Giusto dire No" vicino all'ANM - hanno riservato questi posti ai fuorisede, così da permettere loro di votare nella città in cui vivono.
Lo ha fatto anche Azione Universitaria, associazione studentesca di area centrodestra e favorevole al Sì.
I posti ancora disponibili e le scadenze
I posti non sono infiniti: ogni partito può nominare al massimo due rappresentanti per seggio, uno titolare e uno supplente. Su circa 60mila seggi in tutta Italia, significa un massimo teorico di 120mila fuorisede che possono votare così - a fronte di quasi 5 milioni di aventi diritto che vivono lontano dalla residenza.
La domanda supera di gran lunga l'offerta.
Detto questo, alcuni moduli sono ancora aperti. AVS e il comitato "Giusto dire No" hanno già chiuso le candidature. Il Movimento 5 Stelle le accetta ancora in alcune regioni, anche se l'assegnazione non è garantita. Il PD gestisce tutto su base provinciale e ha chiuso solo alcune aree.
La nomina ufficiale può avvenire in due modi: tramite posta certificata alla segreteria del comune entro giovedì 19 marzo, oppure consegnata direttamente al presidente di seggio sabato pomeriggio o domenica mattina, prima dell'apertura delle urne.
Perché siamo arrivati a questo punto
A gennaio la maggioranza alla Camera ha respinto gli emendamenti dell'opposizione che chiedevano di introdurre il voto fuorisede per questo referendum.
Il governo ha sostenuto che i tempi tecnici erano troppo stretti. L'opposizione, invece, sostiene che la scelta sia stata politica: i fuorisede - tendenzialmente più orientati verso il centrosinistra - avrebbero potuto spostare l'ago della bilancia.
Se vuoi candidarti, cerca i moduli ancora attivi sui canali ufficiali dei partiti. I giorni utili si contano sulle dita di una mano.