
GTA 6 non è ancora uscito, ma è già riuscito a fare quello che riesce meglio alla saga Rockstar: far parlare tutti.
Non solo per il prezzo, i trailer o l’attesa che dura ormai da 13 anni, ma anche per una voce diventata virale negli ultimi giorni: il gioco sarebbe vietato in diversi Paesi e quindi non uscirebbe ufficialmente in alcuni mercati.
La lista che sta girando online comprende Paesi come Bahrain, Cina, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Russia e Taiwan. Rockstar Take-Two non hanno ancora diffuso informazioni in merito, ma i rumors che circolano sui social non promettono nulla di buono.
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Cosa ha confermato Rockstar su GTA 6
Partiamo dai dati certi. Rockstar ha confermato che Grand Theft Auto VI uscirà il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Il gioco è già entrato nella fase dei preordini, almeno nei mercati in cui è disponibile.
Sul sito ufficiale Rockstar, infatti, la pagina di GTA 6 indica chiaramente la data di uscita e le piattaforme previste.
Da dove nasce la lista dei Paesi esclusi
Il caso dei Paesi “esclusi” nasce soprattutto da una pagina di supporto PlayStation dedicata al bonus per chi preordina la versione digitale di GTA VI.
L’offerta prevede un mese di GTA+ senza costi aggiuntivi, ma nella sezione dedicata ai consumatori idonei Sony specifica che l’iniziativa è valida nei PlayStation Country Stores, escludendo Bahrain, Cina, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Federazione Russa e Taiwan.
Ciò non significa automaticamente che il gioco sarà bandito in questi Paesi, ma è curioso come l'offerta non abbia raggiunto quei territori.
Preordini non disponibili: cosa significa davvero
Questo non vuol dire che non ci siano problemi. Secondo The New Arab, al 25 giugno i preordini PlayStation non risultavano disponibili in alcuni Paesi arabi, tra cui Libano, Kuwait, Bahrain, Qatar e Oman.
La stessa fonte, però, precisa anche un punto importante: né Rockstar né Take-Two hanno annunciato un ban nella regione, e le autorità dei Paesi citati non hanno pubblicato comunicati ufficiali che confermino un blocco o un rifiuto della classificazione.
Il caso Russia
Il caso più diverso è la Russia. Qui la situazione non dipende solo dai contenuti del gioco, ma anche dal contesto geopolitico. Dopo l’invasione dell’Ucraina, Take-Two ha sospeso vendite e supporto commerciale in Russia e Bielorussia, impedendo anche l’installazione di alcuni suoi giochi in quei mercati.
Questo rende molto difficile immaginare una distribuzione ufficiale di GTA 6 in Russia, al di là delle discussioni interne sul possibile ban del gioco.
Il caso Cina
Per la Cina, invece, il tema è quello più generale del controllo sui videogiochi e sui contenuti considerati sensibili. GTA è una saga costruita su criminalità, armi, satira, violenza e linguaggio adulto: esattamente il tipo di mix che in diversi mercati può portare a restrizioni, ritardi, tagli o mancata approvazione.
Anche qui, però, serve cautela: l’esclusione dalla lista PlayStation del bonus GTA+ non basta, da sola, per dire che il gioco sia stato formalmente vietato dalle autorità cinesi.
Il caso Taiwan
Più delicato ancora il caso Taiwan, inserita nella stessa lista PlayStation degli store esclusi dal bonus. Proprio per questo, diversi utenti hanno letto la presenza di Taiwan come prova di un ban.
Ma anche qui la fonte ufficiale parla dell’idoneità al bonus GTA+, non di un divieto nazionale del gioco.