greenwashing

Quando guardi una pubblicità che parla di ambiente, la tua faccia dice molto più delle tue parole.

Secondo una ricerca dell’Università di Macerata, davanti ai messaggi sospetti di greenwashing, oltre la metà delle persone mostra un’espressione di tristezza e quasi un terzo resta totalmente neutrale.

In pratica, anche se a parole diciamo di fidarci di un brand, il nostro volto rivela che siamo diventati estremamente scettici verso le promesse "verdi" che sembrano solo marketing.

La scienza dietro il tuo scetticismo

Il team della professoressa Elena Cedrola ha deciso di scavare a fondo usando il neuromarketing. Invece di limitarsi ai soliti questionari dove tutti tendiamo a essere gentili, i ricercatori hanno osservato 220 persone mentre guardavano il video di un'azienda famosa.

Grazie a un’intelligenza artificiale avanzata basata su modelli Vision Transformer, sono state analizzate le micro-espressioni facciali in tempo reale, catturando emozioni che durano meno di un battito di ciglia.

I risultati raccontano una storia di grande prudenza. La tristezza è comparsa nel 52,27% dei casi, segno che i temi ambientali ci toccano nel profondo o ci rendono malinconici se sentiamo che qualcosa non quadra.

La neutralità ha invece riguardato il 31,82% dei partecipanti, indicando una fase di analisi molto seria: non stiamo sorridendo perché stiamo cercando di capire se l'azienda ci stia dicendo la verità o meno.

Emozioni più forti come la rabbia e il disgusto sono emerse in percentuali minori, ma comunque significative, confermando che il sospetto di una finta ecosostenibilità ci infastidisce parecchio.

Gen Z contro tutti: chi è il più diffidente?

C'è un mito da sfatare: non è vero che noi della Gen Z crediamo a tutto quello che luccica di verde. Anzi, lo studio dimostra che siamo i più prudenti in assoluto. Mentre i Boomers e la Gen X tendono a rassicurarsi più facilmente davanti a video che mostrano macchinari o fabbriche in funzione, noi cerchiamo qualcosa di più profondo.

Siamo la generazione che ha imparato a riconoscere il greenwashing a chilometri di distanza e non concediamo la nostra fiducia senza prove schiaccianti.

La chiave per convincerci, secondo la ricerca, è la trasparenza totale lungo la supply chain.

Questo significa che un'impresa non deve solo fare promesse, ma deve mostrare con chiarezza chi sono i suoi fornitori e come avviene davvero la produzione. Solo quando la comunicazione diventa una prova concreta di responsabilità, quel senso di tristezza sul volto dei consumatori scompare per lasciare spazio a un legame reale con il brand.

 

 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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