green pass covid

Introdotto attraverso l’ultimo di una lunga serie decreti, precisamente il 22 aprile 2021, il Green pass sarà il documento richiesto per poter accedere a tutti quegli eventi che prevedono grandi raggruppamenti di persone, come concerti, nozze, convegni. Ma anche per spostarsi tra regioni in zona arancione o rossa.
Vediamo nello specifico come funziona.

1. Cosa è esattamente e quando viene rilasciato

Il pass è definito anche come “certificazione verde” (niente a che fare con l’ecologia), attesta la vaccinazione, la guarigione da Covid oppure l’esito negativo di un tampone. Viene rilasciato dopo essersi sottoposti almeno alla prima dose di vaccino.

2. In quali casi è necessario averlo

Il pass sarà richiesto per spostarsi tra regioni in zona arancione e rossa, per le visite agli anziani nelle case di riposo, per partecipare a matrimoni e feste private in generale (a partire dal 15 giugno). Probabilmente, si dovrà possedere la certificazione anche per l’ingresso in discoteche, concerti ed altri eventi che comportano assembramenti.

3. Da chi viene rilasciato

Nel caso dei soggetti vaccinati viene rilasciato dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione, sia in formato cartaceo che digitale. Per chi guarisce dal virus la certificazione può essere rilasciata sia dalla struttura presso la quale il paziente guarito è stato ricoverato, oppure, nel caso in cui non ci sia stato ricovero, dai “medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta”.

4. Validità per i minorenni

Anche loro hanno bisogno del green pass, sebbene al momento la campagna vaccinale non è ancora stata estesa ai minorenni.

5. Durerà per sempre?

No, la durata varia dai 6 ai 9 mesi. 6 mesi in caso di avvenuta guarigione, 9 mesi in caso di vaccinazione. Qualora si sia effettuato il tampone ed il risultato sia stato negativo, il certificato dura “soltanto” 48 ore.

6. Perché ha una durata limitata?

La certificazione, in caso di avvenuta vaccinazione, dura 9 mesi in quanto al momento ancora non si conosce la durata effettiva dell’immunità fornita dai vaccini in circolazione, pertanto si procede cautamente.
Anche nel caso di guarigione da Covid, la conoscenza riguardo la persistenza degli anticorpi è piuttosto parziale. Anche in questo caso si è deciso di non fare il passo più lungo della gamba, limitando la durata del pass ai 6 mesi.

7. Entrata in vigore

Il pass è già in vigore. Tutti i documenti che attestano la guarigione o la vaccinazione valgono come certificazione verde. Entro fine giugno dovrebbe arrivare anche la versione digitale del pass nazionale.

8. Bisogna pagare per ottenerlo?

No, è totalmente gratuito. Soltanto il tampone resta a pagamento, i prezzi variano in base alla tipologia che si sceglie di effettuare. Il test molecolare eseguibile nelle strutture sanitarie regionali costa tra i 60 e i 100 euro, mentre il test antigenico “rapido” da poter fare anche in farmacia costa circa 40 euro.

9. L’utilità del pass italiano per i viaggi nell’UE

Per quanto riguarda i viaggi dall’Italia verso altri Paesi UE, sarà presto implementato un green pass europeo simile a quello italiano, al momento però bisogna sottostare alle regole vigenti nei singoli Stati, quindi bisogna informarsi personalmente prima della partenza in base a quale è la destinazione prescelta.
Per quanto riguarda l’ingresso in Italia, il premier Draghi ha annunciato che saranno accettate le certificazioni verdi degli altri Paesi, tuttavia al momento la regola in vigore resta quella del tampone effettuato 48 ore prima della partenza (se si proviene da un Paese UE).

10. Il Green pass europeo

L’Unione Europea si sta ancora organizzando su questo fronte. Entro fine giugno dovrebbe essere creato un sistema che permetterà di varcare i confini nazionali mostrando un codice QR. I singoli Stati membri decideranno se questa misura sarà abbastanza per entrare nei propri territori oppure se bisognerà comunque effettuare ulteriori tamponi e quarantene.

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