
Il mondo dell'informazione ormai non è più quello che conoscevamo, e a confermarlo è un recente del Reuters Institute. La Gen Z non si siede più davanti al telegiornale e non sfoglia mai un quotidiano: i giovanissimi hanno ufficialmente spento la TV perché le notizie le trovano attraverso lo smartphone. Ma dove e in che modo?
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Che cosa usano i giovani
I dati non lasciano spazio a dubbi. In meno di dieci anni, l'approccio all'informazione da parte dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni è stata stravolta. Solo il 21% guarda ancora la TV per informarsi (era il 28% poco tempo fa) e i giornali di carta sono ormai un ricordo per appena il 4% del campione. Ma il dato più clamoroso riguarda i social: Facebook è crollato dal 53% al 16%, sostituito da piattaforme visive come Instagram (30%), YouTube (23%) e TikTok (22%).
Il ruolo dell'Intelligenza Artificiale
La vera sorpresa del 2026 è il ruolo dell'Intelligenza Artificiale. Mentre gli over 55 sono ancora diffidenti, i giovani la usano attivamente per navigare nel mare delle notizie. Il 15% degli intervistati interroga l'IA settimanalmente, non solo per curiosità, ma per un bisogno concreto: farsi riassumere notizie lunghe o farsi spiegare concetti politici complessi.
Voce ai creator
Un altro muro è caduto: quello dell'autorevolezza tradizionale. Il 51%dei giovani dichiara di prestare più attenzione ai singoli creator (influencer, esperti indipendenti, divulgatori) che ai grandi brand dell'informazione. Si fidano delle persone, non delle testate.
Cercano volti noti che parlino la loro lingua e che non abbiano paura di prendere posizione su temi come il cambiamento climatico o i diritti civili.
Come si informano i giovani
Il 64% legge o guarda notizie ogni giorno, ma lo fa in modo "casuale". Non vanno sul sito di un quotidiano: le notizie li raggiungono mentre fanno scrolling sui social. È un'informazione rapida, visiva e frammentata, che i media tradizionali faticano ancora a intercettare.