Giornata mondiale contro l'omotransfobia: perché è il 17 maggio articolo

Oggi, 17 maggio, si celebra l’anniversario della decisione dell’Organizzazione mondiale della Sanità di depennare l’omosessualità della lista delle malattie mentali.

Sono ormai passati 36 anni dal grande traguardo raggiunto dalla comunità Lgbtq+ e appena 22 dalla prima volta in cui si è festeggiata questa ricorrenza, che ha lo scopo di rinnovare la lotta all’omotransfobia, avversione ossessiva nei confronti dell'omosessualità e della transessualità.

Ecco le origini della giornata e perché ricopre, sopratutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, un'importanza fondamentale a livello socio-cultuarle.

Giornata mondiale contro l’omotransfobia: le origini

Dal 2004 quella del 17 maggio è riconosciuta come la Giornata internazionale contro l’omofobia, ideata da Louis-Georges Tin con l’obiettivo di promuovere eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare i fenomeni di odio rivolti alla comunità Lgbtq+.

Lo scrittore e attivista per i diritti LGBT scelse la data del 17 maggio in memoria della decisione presa nel 1990 di rimuovere l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali pubblicata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Tutti i Paesi dell’Unione Europea festeggiano la giornata contro l’omofobia dal 2007, anno in cui l'Unione ha approvato un testo rivolto a tutti i Paesi membri.

Tra i punti fondamentali, l’invito a “proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso” e a condannarecommenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.

Nel 2009 la campagna ha aggiornato la definizione della Giornata Mondiale aggiungendo quella della transfobia, stigmatizzazioni e pregiudizi discriminatori nei confronti delle persone transgender e transessuali, e dal 2015 aggiungendo quella della bifobia, avversione verso la bisessualità e i bisessuali come gruppo sociale o come individui.

Paolo Ferrara

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