dpcm lavoro

Manca poco all’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass sul posto di lavoro e, proprio per questo, lo scorso 12 ottobre il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato l’ultimo dpcm che contiene le linee guida sui controlli quotidiani della certificazione verde. Controlli che hanno avuto l’autorizzazione anche del Garante per la protezione dei dati personali che ha sottolineato come “l'attività di verifica non dovrà comportare la raccolta di dati dell'interessato in qualunque forma, ad eccezione di quelli strettamente necessari”.
Per sciogliere inoltre tutti i dubbi, Palazzo Chigi ha diffuso le consuete Faq (domande frequenti) con le rispose ai quesiti più comuni: vediamole insieme.

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Come avverrà il controllo del Green Pass?

Il controllo della certificazione verde sarà gestito dal datore di lavoro: può infatti avvenire all’accesso o anche successivamente a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio. L’obiettivo è quello di assicurare, anche attraverso una rotazione dei controlli, la verifica di Green Pass valido per tutto il personale.

Al fine di migliorare e facilitare il controllo, oltre alla normarle app già molto utilizzata VerificaC19, è prevista un’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde con i sistemi informati di rilevazione delle presenze o della temperatura. Per evitare di concentrare un numero eccessivo del personale per la verifica è prevista anche la flessibilità negli orari: ogni amministrazione dovrà ampliare sia le fasce d’ingresso che quelle di uscita dalle sedi di lavoro.

Chi deve controllare?

Il controllo è affidato al datore di lavoro che naturalmente può delegarlo a qualche dipendente. Quest’ultimo può richiedere al proprio dipendente di presentare il certificato verde in anticipo fino ad un massimo di 48 ore in modo da programmare turni di lavoro e rotazione, ma solo “in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro”.

Il datore di lavoro che non controllerà la validità della certificazione verde rischia una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

Come funzionerà lo smart working?

Per quanto riguarda lo smart working, nel dpcm si legge che “non sono consentite deroghe. Pertanto non è consentito in alcun modo individuare i lavoratori da adibire a lavoro agile sulla base del mancato possesso del green pass o dell'impossibilità di esibire la certificazione”.

Nel caso in cui al lavoratore, indipendentemente dal possesso del Green Pass, viene chiesto di svolgere la sua attività lavorativa da remoto non potrà essere sottoposto al controllo della certificazione verde neanche attraverso una verifica a distanza.

Come potrà andare a lavoro chi non può vaccinarsi o chi attende il rilascio del Green Pass?

Per i lavoratori che per comprovati motivi di salute non possono vaccinarsi sarà invece predisposto un certificato contenente l’apposito QR code. Nell’attesa del rilascio il personale esente “non potrà essere soggetto ad alcun controllo” se è stata già trasmessa la relativa documentazione sanitaria.

Chi invece ha già effettuato il vaccino e sta attendendo la certificazione verde potrà avvalersi dei documenti in formato cartaceo o digitale che gli sono stati rilasciati dopo la vaccinazione.

Cosa succede a chi va a lavoro senza Green Pass?

Per chi accede al luogo di lavoro senza essere munito della certificazione verde è prevista l’assenza ingiustificatasenza diritto allo stipendio fino alla presentazione del green pass”. Il datore di lavoro deve inoltre fare una segnalazione alla Prefettura per far applicare la sanzione amministrativa che va da 600 a 1500 euro.

Oltre all’assenza di retribuzione, al lavoratore senza certificato verde “non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale”. I giorni di assenza ingiustificata inoltre “non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio”.

Per quanto riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata il lavoratore potrà essere sospeso “per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione

Parrucchieri, estetisti e tassisti: come funziona?

I parrucchieri, estetisti e tutti gli operatori dei servizi alla persona non sono invece tenuti a controllare il Green Pass ai loro clienti e lo stesso vale anche per tassisti e autisti di auto a noleggio con conducente. Al contempo, neanche i clienti possono chiedere la certificazione verde “a chi svolge l’attività lavorativa in questione.

Paolo Di Falco

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