discoteche ok alla riapertura

Secondo il CTS le attività nelle sale da ballo potrebbero riprendere in zona bianca, con capienza ridotta. Obbligatorio l’uso del Green Pass e l’utilizzo della mascherina chirurgica salvo nel momento del ballo, attività considerata esercizio fisico al chiuso. Così, il CTS, al termine della seduta odierna, ha dato un parziale via libera alla riapertura di discoteche e sale da ballo. Adesso la parola spetta al governo che potrebbe decidere le riaperture con progressiva gradualità, già nel prossimo Consiglio dei Ministri previsto per giovedì. Maurizio Pasca, presidente del sindacato dei gestori delle sale da ballo, si dice soddisfatto a metà in un'intervista per Ansa.it: "In queste condizioni, per molti sarà difficile riaprire".

Le disposizioni del CTS riguardo le discoteche

Già lo scorso giugno il CTS si era pronunciato favorevolmente alla riapertura delle sale da ballo (in quel caso solo all'aperto), rinviando alla politica però la scelta della data. Ma il provvedimento in questi mesi non è mai arrivato, scatenando l'ira dei gestori delle discoteche. Oggi i locali al chiuso sembrano essere finalmente vicini ad una riapertura. Il CTS ha stabilito alcune linee guida da rispettare: è prevista una presenza, compreso il personale dipendente, pari al 35% della capienza massima al chiuso e al 50% all'aperto; non solo, nei locali dovranno essere presenti impianti di aereazione senza ricircolo d'aria e rispondenti a determinati requisiti, i gestori dovranno garantire circa la possibilità di frequente igienizzazione delle mani oltre che la pulizia e la sanificazione dei locali.

La parola adesso spetta al governo

Il parere del CTS potrebbe essere inserito dal Governo nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri, previsto per giovedì. Nel nuovo decreto (già annunciato) sulla capienza di cinema, teatri e sale da concerto, i più fiduciosi sperano ora di veder inseriti anche i locali da ballo al chiuso. Nonostante l'ok alla ripartenza delle discoteche, il CTS ha tuttavia sottolineato come "tali attività si configurano tra quelle che presentano i rischi più elevati per la diffusione del virus" come riporta Ansa.it

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