
I contagi calano e la campagna vaccinale procede abbastanza spedita almeno su alcuni territori. Questi due fattori concomitanti sembrano portare un’ondata di positività viste le graduali riaperture previste. Tra le tante ipotesi in queste ore rimbalza anche la notizia di una possibile lavorazione di un protocollo sanitario per la riapertura delle discoteche che, naturalmente, verrà previamente consegnato al comitato tecnico scientifico per una prima valutazione. Già, ma come si tornerà in discoteca?
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Le discoteche si reinventano
L’estate è alle porte. Le belle giornate tornano ad illuminare le nostre vite fin troppo oscurate da un virus che ha rivoluzionato la nostra quotidianità. E in un clima come questo si torna a pensare al divertimento e alla movida notturna. Nell’ultimo anno circa il 30% delle discoteche ha chiuso i battenti, tra i 2800 spazi al chiuso molti hanno deciso di puntare tutto sulla stagione invernale, per gli altri occorre creare un piano di ripartenza per l’immediato futuro.
Per questi ultimi una soluzione potrebbe essere quella di unire la musica al cibo. Ossia trasformare i locali in luoghi dove si mangia con gusto ascoltando della buona musica. Insomma gli imprenditori seguono l’onda del dj set e, d’altronde, chi non apprezzerebbe una cena in riva al mare illuminata dai colori del tramonto e animata da un intrattenimento musicale che favorisce la socialità e il benessere? Nessuno, specialmente in considerazione dell’ultimo anno trascorso nella prigione dorata delle nostre abitazioni. Dopo nove mesi di chiusura la riapertura sembra quasi un miraggio e si immagina la discoteca come uno spazio da reinventare per accogliere musei ed eventi culturali di vario genere.
Un esempio è il Cocoricò, il club simbolo della Riviera, che riaprirà come luogo che ospiterà eventi di pittura, teatro, musica e anche un museo. Inoltre, i gestori delle discoteche offrono la disponibilità dei loro locali notturni per organizzare open day per la somministrazione dei vaccini con l’obiettivo di raggiungere sempre più giovani. Questa estate, vedremo diffondersi in tutta Italia il “business dell’aperitivo’, ovvero un fresco e gustoso spritz accompagnato da musica dal vivo con famosi dj House. Questa formula la troveremo anche in costa Smeralda nei rinomati locali di Flavio Briatore.
L’esperimento italiano
Se vi state, invece, chiedendo se si tornerà a ballare come ai vecchi tempi la prossima settimana potrebbe sciogliere questo dubbio. Il Silb – associazione nazionale che riunisce oltre il 90% delle imprese dell’intrattenimenti serale e notturno - presenterà al Cts un protocollo stilato con alcune associazioni che prevede il via libera dell’infettivologo Matteo Bassetti e dell’epidemiologo Pierluigi Lopalco per cercare di riaprire in sicurezza. L’ipotesi prevede un ritorno nelle sale da ballo muniti di certificato vaccinale, tampone negativo e mascherine mentre si balla, ma senza il distanziamento di due metri che tanto aveva fatto discutere la scorsa estate.
Ma l’idea ancor più innovativa – per l’Italia ma non per alcuni Paesi europei - è quella che prevede, a fine giugno, un evento “COVID Free” sul modello Barcellona. Questo test si terrà in due diverse località: una a Gallipoli all’aperto nel locale Praja Club che ospita circa due mila persone, e una a Milano al chiuso nel locale Fabrique che, invece, ne ospita tre mila. Gli appassionati della movida notturna potranno accedere solamente esibendo il green pass, o l’esito di un tampone negativo fatto nelle ultime 36 ore, e dovranno sottoporsi a un tampone all’uscita. Infatti nell’esterno del locale lombardo verrà disposto un gazebo per effettuare tamponi in loco. Se questa sperimentazione verrà approvata i partecipanti acquisteranno i biglietti online rispettando i requisiti richiesti compreso l’obbligo della mascherina. La novità rispetto agli altri esperimenti effettuati in Europa, è che tutti i partecipanti dovranno impegnarsi a replicare il test una settimana dopo la serata, così da monitorare gli effetti.
Insomma, tutte queste iniziative lasciano ben sperare ma dal mondo della politica c’è chi vuole porre qualche freno. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, non vuole illudere nessuno e afferma:
“Lo scorso anno i locali da ballo dove c’è il rischio del massimo assembramento, sono stati una delle questioni più al centro del dibattito. virus circola e la riapertura delle scuole, di alcune attività, certamente rischia di aumentare un po’ il contagio. Noi quest’anno rispetto all’anno scorso abbiamo uno strumento in più che si chiama vaccino. Da questo punto di vista il pass vaccinale sarebbe un ulteriore strumento utile.”
Il richiamo alla prudenza è fondamentale per non ricadere in quel vortice oscuro che ci ha inghiottito per più di un anno, ma la luce infondo al tunnel inizia a rischiarare le nostre vite e gli imprenditori dei locali notturni premono per riavviare l’intero settore.
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Stefania Ruggiu