
Sono per lo più donne, personaggi più o meno famosi del cinema, dello spettacolo e della politica.
Star internazionali, ma anche personalità italiane, che sempre più spesso finiscono nel mirino di chi usa l'intelligenza artificiale per creare contenuti falsi e potenzialmente dannosi: video manipolati, voci clonate, immagini generate ad arte per ingannare o, nei casi peggiori, per costruire vere e proprie truffe.
A guidare questa particolare classifica è Sydney Sweeney, il volto più cercato online in abbinamento a parole come "deepfake" e "video IA". Al secondo posto, unica figura politica nella top 10, c'è Giorgia Meloni, con oltre 7mila ricerche l'anno. Chiude il podio Jenna Ortega, ferma a quota 6mila ricerche stimate.
A fotografare il fenomeno è una nuova analisi firmata Truffa.net, che ha incrociato i volumi di ricerca degli utenti italiani con termini legati alla manipolazione digitale: "deepfake", "intelligenza artificiale", "video IA", "clonazione vocale".
Basta un video costruito ad arte, una voce credibile e un volto noto per rendere plausibile anche il contenuto più artefatto, terreno ormai fertile per truffe sempre più sofisticate.
Ma il dato che colpisce di più è un altro: le prime dieci posizioni della classifica sono occupate esclusivamente da donne. Un segnale che conferma come il fenomeno dei deepfake non sia neutro, ma colpisca in modo sproporzionato le figure femminili, siano esse attrici, cantanti o esponenti politiche.
Indice
- Sydney Sweeney è la celebrità più cercata in Italia in relazione ai deepfake
- La classifica dei personaggi famosi più associati ai deepfake
- Giorgia Meloni guida la classifica dei personaggi italiani
- La classifica italiana completa
- Chiara Ferragni è la più cercata per i video manipolati con l’IA
- Gerry Scotti è il più cercato per la clonazione della voce
- Come riconoscere un deepfake o una truffa realizzata con l’IA
Sydney Sweeney è la celebrità più cercata in Italia in relazione ai deepfake
Con una stima di 10.920 ricerche annuali, la star di Euphoria Sydney Sweeney è il personaggio pubblico maggiormente associato dagli utenti italiani a deepfake e contenuti generati con l’intelligenza artificiale.
Al secondo posto troviamo Giorgia Meloni, con circa 7.320 ricerche in un anno. La Presidente del Consiglio è anche l’unica figura politica presente nella graduatoria, un dato che mostra come l’interesse verso i contenuti manipolati non riguardi soltanto cinema, musica e spettacolo.
Chiude il podio Jenna Ortega, con una stima di 6.000 ricerche annuali. Subito dopo arrivano Diletta Leotta, con 5.760 ricerche, e Billie Eilish, con 5.040. Seguono Sabrina Carpenter e Dua Lipa, entrambe a quota 4.080.
La classifica dei personaggi famosi più associati ai deepfake
Secondo i dati, questa è la classifica generale delle celebrità maggiormente cercate in Italia insieme a termini legati ai deepfake e ai contenuti generati con l’IA:
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1° posto – Sydney Sweeney: 10.920 ricerche annuali stimate
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2° posto – Giorgia Meloni: 7.320
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3° posto – Jenna Ortega: 6.000
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4° posto – Diletta Leotta: 5.760
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5° posto – Billie Eilish: 5.040
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6° posto – Sabrina Carpenter: 4.080
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6° posto – Dua Lipa: 4.080
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7° posto – Rose Villain: 3.120
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8° posto – Chiara Ferragni: 2.760
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9° posto – Taylor Swift: 2.520
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10° posto – Ariana Grande: 1.920
La classifica comprende sia star internazionali sia personalità italiane. Tra queste ultime troviamo Giorgia Meloni, Diletta Leotta, Rose Villain e Chiara Ferragni. Il dato più netto, però, resta la presenza esclusivamente femminile nella top 10.
Il volume di ricerca, preso da solo, non permette di conoscere le intenzioni di chi ha digitato una determinata query.
La concentrazione di nomi femminili, tuttavia, richiama un problema più ampio già evidenziato dagli esperti di sicurezza digitale: le donne risultano colpite in modo sproporzionato dalla diffusione di immagini non consensuali e da altre forme di abuso digitale basate sulla manipolazione del volto e del corpo.
Giorgia Meloni guida la classifica dei personaggi italiani
Considerando soltanto le personalità italiane, il primo posto è occupato da Giorgia Meloni, con 7.320 ricerche annuali. Al secondo posto c’è Diletta Leotta, con 5.760 ricerche, seguita dalla cantante Rose Villain, che raggiunge quota 3.120.
Fuori dal podio troviamo Chiara Ferragni, con 2.760 ricerche, ed Elodie, con 1.320. Nella classifica compaiono anche cantanti come Annalisa, Angelina Mango, Geolier e Mina, insieme a molti volti della televisione italiana, tra cui Gerry Scotti, Michelle Hunziker, Mara Venier, Caterina Balivo, Carlo Conti e Mike Bongiorno.
La classifica italiana completa
Ecco i personaggi pubblici italiani maggiormente associati nelle ricerche a deepfake e contenuti generati con l’intelligenza artificiale:
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1° posto – Giorgia Meloni: 7.320 ricerche annuali stimate
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2° posto – Diletta Leotta: 5.760
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3° posto – Rose Villain: 3.120
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4° posto – Chiara Ferragni: 2.760
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5° posto – Elodie: 1.320
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6° posto – Annalisa Scarrone: 840
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7° posto – Gerry Scotti: 720
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7° posto – Michelle Hunziker: 720
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8° posto – Caterina Balivo: 480
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8° posto – Mara Venier: 480
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8° posto – Mike Bongiorno: 480
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8° posto – Monica Bellucci: 480
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9° posto – Angelina Mango: 360
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9° posto – Geolier: 360
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9° posto – Giulia Salemi: 360
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10° posto – Carlo Conti: 240
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10° posto – Mina: 240
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10° posto – Miriam Leone: 240
Chiara Ferragni è la più cercata per i video manipolati con l’IA
Lo studio ha analizzato anche le singole tipologie di contenuto ricercate dagli utenti.
In particolare, Chiara Ferragni sarebbe il personaggio italiano maggiormente associato a query riguardanti video creati o manipolati attraverso l’intelligenza artificiale.
Per l’imprenditrice digitale vengono stimate circa 240 ricerche annuali specificamente legate ai video generati o modificati con l’IA.
Gerry Scotti è il più cercato per la clonazione della voce
Il fenomeno non riguarda soltanto immagini e video. L’intelligenza artificiale permette ormai di riprodurre anche la voce di una persona, spesso partendo da pochi secondi di audio.
In questa categoria il nome più cercato in Italia è quello di Gerry Scotti. Il conduttore registrerebbe circa 480 ricerche annuali collegate alla clonazione vocale e a possibili truffe realizzate attraverso voci artificiali.
Questo tipo di tecnologia può essere utilizzato per creare finti messaggi promozionali, pubblicità ingannevoli, telefonate o video in cui un personaggio famoso sembra consigliare un investimento, un prodotto o una piattaforma.
Il risultato può apparire credibile soprattutto quando la voce sintetica viene accompagnata da immagini reali o da spezzoni video modificati.
Come riconoscere un deepfake o una truffa realizzata con l’IA
Secondo Eli Carosi, esperta di truffe e fact-checking di Truffa.net, è necessario imparare ad affrontare con maggiore spirito critico i contenuti che circolano online.
Il primo consiglio è quello di non considerare automaticamente autentico un video soltanto perché appare realistico.
“I deepfake sono sempre più realistici e possono riprodurre con estrema precisione volti e voci. Anche un video apparentemente credibile può essere stato manipolato con l'intelligenza artificiale.”
È poi importante osservare eventuali dettagli poco naturali, soprattutto quando il contenuto contiene richieste di denaro, proposte di investimento o messaggi che invitano ad agire immediatamente.
“Movimenti facciali poco naturali, sincronizzazione imperfetta tra audio e labiale, voci dal tono artificiale, richieste di denaro o investimenti e contenuti che fanno leva sull'urgenza sono tutti elementi che dovrebbero far scattare un campanello d'allarme.”
Prima di condividere un video, bisognerebbe quindi controllare se la stessa notizia compare sui canali ufficiali della persona coinvolta o su fonti affidabili.
“Prima di condividere un contenuto o prendere una decisione finanziaria, è importante verificare la notizia attraverso fonti ufficiali e affidabili. Bastano pochi minuti di controllo per evitare di cadere vittima di una truffa.”
Per molto tempo, il metodo più immediato per riconoscere un deepfake è stato cercare piccoli difetti: occhi che si muovevano in modo strano, mani deformate, labiale fuori sincrono o una voce troppo robotica. Con i sistemi di nuova generazione, però, questi errori potrebbero diventare sempre meno visibili.
Per questo, secondo Carosi, la protezione più efficace non consiste nel tentare di smascherare tecnicamente ogni singolo contenuto, ma nel verificare sempre la fonte e il contesto.
“Con l'evoluzione dell'intelligenza artificiale, distinguere tra contenuti autentici e manipolati diventerà sempre più difficile. Per questo motivo, la migliore forma di difesa non è cercare di riconoscere ogni singolo deepfake, ma sviluppare l'abitudine di verificare le informazioni prima di fidarsi o agire. Un approccio più consapevole e critico può fare la differenza nel prevenire le truffe online.”