quali regioni potrebbero cambiare colore

La curva epidemiologica in rapida salita porta la maggior parte delle Regioni tra la fascia rossa e quella arancione. Da lunedì 15 marzo ci sarà una serrata per bar e ristoranti, ma anche per milioni di studenti che saranno costretti alla didattica digitale. Il governo oggi varà il decreto che inasprirà le misure e blinderà anche la Pasqua (verso la zona rossa da Venerdì Santo fino a Pasquetta). Vediamo cosa cambierà nei prossimi giorni.

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato le ordinanze dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto legge e le misure scatteranno da lunedì: in zona rossa si andrà dunque con un Rt superiore a 1,25 nel valore inferiore o con un'incidenza di 250 casi ogni 100mila abitanti. Trentino, Alto Adige, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto Toscana e Marche saranno rosse. Sono invece 8 quelle che sono o diventano arancioni: Abruzzo, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta. La Sardegna rimane bianca.

Covid, cosa succede per la scuola

Milioni di studenti in didattica a distanza. Ecco cosa accadrà per gli istituti scolastici di tutta Italia da lunedì 15 marzo. Le scuole di ogni ordine e grado, nella zona rossa, chiudono. Infatti il DPCM attualmente in vigore prevede che sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nella zona arancione e gialla, invece, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte della popolazione studentesca si avvale della didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con Bes, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.
Attenzione, però: la stessa misura prevista per le zone rosse può essere applicate nelle zone arancioni e gialle dalle Regioni nelle aree nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

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