covid quarta ondata

Nelle ultime settimane in molti Paesi europei c’è stata una nuova, costante crescita non solo dei contagi, ma anche delle persone ricoverate in terapia intensiva e dei morti a causa dell’epidemia da Covid-19. Il peggioramento della situazione epidemiologica ha quindi portato molti esperti a parlare di una nuova ondata dell’epidemia: la quarta. In Italia, la stagione invernale ormai alle porte e l’imminente arrivo delle festività natalizie, precedute dalla festività dell’Immacolata, rischiano di aggravare la situazione sanitaria in tutto il Paese. I numeri delle terapie intensive e dei ricoveri ordinari sono per il momento sotto controllo, ma l’aumento progressivo dei casi di Covid suggeriscono di programmare le prossime possibili misure da mettere in campo per contenere eventuali focolai che potrebbero crearsi. Motivo per cui il commissario Figliuolo e il Comitato Tecnico Scientifico stanno valutando tutte le misure possibili da adottare da qui a Natale.

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Quando inizierà la campagna vaccinale per gli under 12?

Uno dei metodi individuati come più efficace per arginare l'ombra della quarta ondata potrebbe essere il completamento della campagna vaccinale per i più giovani. Infatti, non appena l’Ema avrà approvato il vaccino per gli under 12, l’Istituto superiore di Sanità fa sapere che la campagna vaccinale dovrà procedere ad un ritmo spedito. Negli USA il via libera alla vaccinazione per i più piccoli c’è già stato, mentre in Italia l’ok dovrebbe arrivare a dicembre. Tutto dipenderà dalla velocità con la quale l’Aifa (l’Autorità italiana sui farmaci) darà il via libera.

Da dicembre terza dose per gli over 40

Riguardo il Natale, il sottosegretario alla Salute Sileri ospite a "Domenica in", sottolinea

come sia stata "quasi raggiunta una protezione di comunità" grazie all'alto tasso di vaccinazione. Non solo, l’ex ministro lancia la campagna vaccinale per gli over 40: “Da dicembre la terza dose sarà disponibile per gli over 40, ma il consiglio è farla tutti. E' probabile che nel tempo anche gli under 40 dovranno fare la terza dose. Quando farla? C'è l'opzione dopo 6 mesi, non significa che si debba correre dopo 6 mesi ed un giorno. Se si è più giovani, si può anche aspettare un po' ma va fatta” e conclude affermando che quello che ci aspetta “sarà un Natale libero”.

Le possibili restrizioni nel periodo di Natale

Riguardo le ipotesi di misure ad hoc per le festività, non ci sono ancora notizie ufficiali ma alcuni rumors raccontano di una possibile stretta riguardante i centri storici e le vie dello shopping: infatti, questi luoghi potrebbero essere a numero chiuso, con transenne apposite volte a limitare, ma soprattutto regolare, i flussi di persone. Un esempio pratico è lo scenario previsto per i mercatini di Natale, con possibilità di stand ridotti, accessi contingentati e controllo del Green Pass anche all’aperto.

Zone rosse locali in caso di cluster

Per il momento rimane in piedi il sistema dei colori per le Regioni. Al momento l’Italia è tutta bianca anche se alcune regioni del Nord Est, Friuli Venezia Giulia per prima, potrebbero andare verso il giallo; laddove i ricoveri stanno lentamente aumentando, le Regioni stanno provvedendo ad aumentare il numero dei letti nei reparti di pneumologia. E in alcune città, come Bergamo, sono stati riaperti gli hub vaccinali in previsione della nuova ondata di vaccini fra terza dose, richiamo per J&J e futura immunizzazione dei più piccoli. Sarà possibile poi istituire zone rosse limitate dove si riscontrassero cluster estesi, ma tutto dipenderà dall’andamento dei contagi e dalle decisioni del CTS.
E sui cenoni e pranzi? Potrebbero essere consentiti in zona bianca, a numero limitato a tavola in zona gialla, ristoranti chiusi e cene solo tra conviventi in zona arancione e rossa.

Locatelli (CTS): “Modello austriaco per non vaccinati è una misura non considerabile”

In qualunque caso, va specificato che la strada “austriaca” del lockdown per i non vaccinati non sarà praticabile. A comunicarlo è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, che rivela come la soluzione messa in campo dal Governo dell'Austria non sia stata presa in considerazione: “Sia in termini concreti operativi sia per quanto riguarda la compatibilità con i diritti costituzionali, penso sia alquanto problematica quindi non credo sia una soluzione proponibile nel nostro Paese. Quegli elementi non rendono la misura considerabile”, questo è quanto si legge tra le pagine del Sole24Ore.

Validità del Green Pass ridotta ed esclusione del tampone dal certificato verde

Tuttavia all’orizzonte si sta palesando un lockdown più “morbido” per i non vaccinati, rispetto al modello austriaco

. Infatti al momento, il Governo starebbe ragionando sulla possibilità di ridurre la durata del pass da 12 a 9 mesi o addirittura a 6 mesi, ma soprattutto si pensa a escludere i tamponi dal certificato verde. In sostanza per avere il green pass bisognerà essere vaccinati o guariti. Una stretta, questa, che colpirebbe i non vaccinati. Al riguardo è intervenuto Gianni Rezza, direttore prevenzione del Ministero della Salute, che, in un’intervista al Sole24Ore, ha commentato il report dell’Istituto Superiore della Sanità “È una decisione politica, si sta valutando soprattutto a livello governativo. È chiaro che il vaccino protegge noi stessi e gli altri, è una misura senz’altro più efficace del tampone, che fotografa la situazione immediata”.

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