Coronavirus spiegato da Piero Angela

In questi giorni pieni di dubbi e preoccupazioni che stanno investendo il nostro Paese a causa della propagazione del contagio da Coronavirus, lo storico volto della divulgazione scientifica italiana, Piero Angela, sollecitato dalle molte richieste, ha deciso di esprimere il suo parere sull’emergenza sanitaria in corso.
Valorizzando e rimettendosi al prezioso e duro operato di esperti biologi, medici e virologi, il famoso divulgatore ha voluto chiarire quali sono gli aspetti comuni a tutti i virus, per lo più sconosciuti a tutti coloro che non hanno alcun tipo di conoscenza nel campo della scienza medica.

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Le dimensioni dei virus

Quanto è grande un virus? È questa una delle prime domande che comunemente le persone si pongono, soprattutto poi se il virus è in grado di compromettere situazioni già precarie in partenza, fino a condurre il paziente alla morte. In realtà, Angela chiarisce che ogni virus possiede una dimensione davvero microscopica dato che “è centinaia di volte più piccolo di un globulo rosso”.
Per questo, i nostri ricercatori meritano un plauso maggiore per essere riusciti in un’impresa quasi impossibile, ovvero quella di individuare ed isolare questo tipo di virus.

L’aggressività dei virus

Come spiega benissimo il famoso volto di SuperQuark, ogni virus si configura come un parassita delle nostre cellule in quanto è in grado di attaccarle e distruggerle. Dopo aver trovato un ospite da infettare, è in grado di moltiplicarsi e di contagiare anche altri soggetti con cui entra in contatto.
L’aggressività di un virus si rivela dunque sia nella capacità di annientare le cellule sane sia in quella di riprodursi in altre persone.

Il rapporto tra Coronavirus e influenza

Nell’opinione pubblica il Coronavirus e l’influenza sono spesso messi a confronto e in qualche modo associati. Ma è corretto dire che il Coronavirus è una forma più aggressiva di influenza? Secondo il parere di Angela in realtà le due cose dovrebbero essere ben distinte in quanto studi scientifici hanno ragionevolmente ipotizzato che il primo potrebbe provenire dal mondo animale e non umano.
Alcuni scienziati ritengono infatti che si tratti di un virus proveniente dai pipistrelli, trasmesso poi all’uomo dal pangolino, un mammifero appartenente alla famiglia dei formichieri. Proprio per questo, senza esagerare con gli allarmismi né allo stesso tempo sottovalutare la situazione, l’unica consapevolezza ferma che l’uomo ha in questo momento è quella di capire che “siamo di fronte ad un virus che non conosciamo per cui anche se lo hanno identificato i ricercatori devono adesso trovare poi le armi per combatterlo”.

Cosa può fare l’uomo?

In attesa che la ricerca prosegua nelle scoperte fino alla formulazione di un vaccino, ancora abbastanza lontano, Angela si dichiara fiducioso nella scienza, ribadendo però che nel frattempo quello che l’uomo deve impegnarsi a fare è cercare di arginare il contagio. Come? Semplicemente attenendosi alle indicazioni fornite dal Governo e dal Ministero della Salute, senza stravolgere la propria vita con misure estreme e drastiche e allo stesso tempo però senza esporsi a inutili rischi.

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