
Non solo animali, tradizioni o dialetti: in Italia rischiano di sparire anche alcuni cognomi. E non parliamo di nomi strani letti una volta su un citofono e mai più rivisti, ma di piccoli pezzi di storia familiare che, generazione dopo generazione, potrebbero non avere più nessuno a portarli avanti.
Secondo uno studio di MyHeritage riportato da Sky TG24, ci sono almeno 13 cognomi italiani particolarmente rari e a rischio estinzione. Alcuni arrivano da antichi mestieri, altri da soprannomi medievali, altri ancora da storie familiari molto particolari.
Tutti, però, hanno una cosa in comune: oggi sono sempre meno diffusi.
Quali sono i cognomi italiani più rari?
Il motivo non è solo linguistico o storico. C’entra soprattutto la demografia. Se un cognome è portato da poche famiglie e quelle famiglie non hanno discendenti, quel cognome rischia semplicemente di interrompersi.
E in un Paese come l’Italia, dove la natalità continua a scendere, il problema diventa ancora più evidente. Secondo l’Istat, nel 2025 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14, con 355mila nati, il 3,9% in meno rispetto al 2024.
In pratica, dietro un cognome che scompare c'è il racconto di famiglie sempre meno numerose, paesi che si svuotano, discendenze che si interrompono. Quando nascono meno bambini, infatti, non cambia solo il futuro della popolazione: cambia anche il modo in cui si trasmettono nomi, radici e identità.
Così anche questi 13 cognomi rischiano di sparire dalle mappe anagrafiche:
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Aguglione
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Bellagamba
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Cantarutti
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Diotallevi
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Incognito
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Legista
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Mangiaterra
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Mezzasalma
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Prencipe
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Proietti
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Scantamburlo
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Vespasiani
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Zappacosta
I cognomi in via di estinzione
Tra i cognomi indicati nello studio ce ne sono alcuni con origini davvero particolari. Aguglione, ad esempio, sarebbe un cognome fiorentino risalente al XIII secolo, forse legato alla parola “aguglia” e quindi ad attività artigianali o alla pesca.
Bellagamba, diffuso soprattutto tra Toscana ed Emilia-Romagna, nasce invece come descrizione fisica in epoca medievale. Cantarutti, di origine friulana, significa “piccolo cantante” ed era collegato a figure musicali o popolari.
Altri cognomi raccontano storie più delicate. Diotallevi, diffuso nel Centro Italia, ha un significato religioso e in alcuni casi veniva attribuito ai trovatelli. Lo stesso vale per Proietti, derivato da “proietto”, cioè bambino abbandonato, molto presente tra Umbria e Lazio.
Anche Incognito richiama l’idea di un’origine sconosciuta: un cognome raro, ma con un valore simbolico molto forte. Poi ci sono quelli che sembrano quasi usciti da un romanzo. Legista, presente soprattutto a Caltagirone, rimanda al latino e indicava un giurista o un avvocato.
Mangiaterra, nonostante il nome curioso, potrebbe derivare da “Magnaterra”, cioè grande proprietario terriero. Mezzasalma, invece, non avrebbe nulla a che fare con qualcosa di macabro: sarebbe legato a un’antica unità di misura agraria siciliana.
Nella lista compaiono anche Prencipe, variante meridionale di “principe” usata come soprannome per persone autorevoli; Scantamburlo, cognome veneto di origine dialettale; Vespasiani, collegato all’imperatore romano Vespasiano; e Zappacosta, di origine meridionale, che richiama il mondo agricolo e che oggi sarebbe più diffuso all’estero che nei territori d’origine.
Perché succede?
A rendere la questione ancora più seria c’è anche la mobilità geografica. Molti nomi, soprattutto quelli legati a piccoli territori o tradizioni locali, sopravvivevano perché restavano concentrati in comunità precise.
Ma quando le famiglie si spostano, i paesi si svuotano e le persone si disperdono tra città diverse o all’estero, anche quel legame si indebolisce. I cognomi “territoriali”, nati e cresciuti in una zona specifica, sono quindi tra i più esposti.
Per questo la genealogia digitale sta diventando sempre più importante.
Perché un cognome non è solo una parola scritta sulla carta d’identità. Può raccontare un mestiere, un luogo, una caratteristica fisica, una storia familiare, perfino una condizione sociale. In alcuni casi è una specie di mini archivio vivente, passato di generazione in generazione senza fare troppo rumore.