Coco Genge TikTok

Ci sono insegnanti che incrociano il nostro cammino per un istante, eppure riescono a lasciare un'impronta indelebile. È il caso di Coco Genge, nota creator su TikTok, che ha affidato ai social un appello tanto disperato quanto genuino: ritrovare il suo professore di italiano del primo anno di scuole superiori. 

Nonostante gli anni passati e il vuoto di memoria sul nome del docente, l'urgenza di rintracciarlo è rimasta intatta. Il motivo è un debito di gratitudine profondo verso chi ha saputo scorgere del talento dove una giovane studentessa vedeva soltanto ostacoli.

@cocogenge

Prof la prego

audio originale - Coco Genge

Il Falcone di Loano e quel tema "impossibile"

L'identikit fornito dalla creator si colloca tra i banchi di un istituto ligure. Si parte da un nome che manca, con la creator che ammette subito il problema: “Chiaramente, prof, non mi ricordo il suo nome”, dice nel video. "Lo sto cercando da anni, ma non lo trovo".

Allora prova con quello che ha: i luoghi. Coco Genge frequentava la prima superiore all'Istituto Turistico Giovanni Falcone di Loano. La classe era una di quelle a schiacciante maggioranza femminile: "eravamo 28 femmine e 2 maschi", ricorda la tiktoker all'inizio del suo video. 

La memoria si accende su un momento topico e spesso temuto della vita scolastica: la riconsegna di un tema. Il professore aveva appena comunicato alla classe una vera e propria strage didattica, rivelando che "solo quattro persone avevano passato questo tema". Coco era intimamente e dolorosamente convinta di essere nel mucchio degli insufficienti. "Io non sapevo parlare italiano", ammette con grande candore, spiegando di percepire tutte le proprie lacune linguistiche visto che all’epoca si era trasferita da poco in Italia. Eppure, contro ogni sua catastrofica previsione, quel compito in classe si stava per trasformare in un piccolo trionfo inaspettato.

Il potere di una sufficienza e le parole che restano

Il momento in cui il professore pronuncia il suo nome per consegnarle il foglio protocollo è impresso nella memoria di Coco come una specie di spartiacque personale. "Scopro di aver preso tipo 6 e mezzo o 7, non mi ricordo", racconta ancora visibilmente emozionata davanti alla fotocamera. 

Ma non è stato il voto numerico in sé a fare la differenza, quanto il discorso che lo ha accompagnato e validato. "Mi fece tutto un discorso sul fatto che le piaceva molto il mio modo di scrivere", sottolinea la creator, rivelando come quell'incoraggiamento inaspettato abbia sedimentato in lei una passione viscerale e duratura. È stata un'iniezione di fiducia che ha scavalcato agilmente i confini polverosi dell'aula scolastica per radicarsi nella vita adulta della ragazza. 

"Ancora ad oggi io la penso", confessa apertamente al suo professore. A dimostrazione di come le parole giuste di un bravo educatore possano risuonare ben oltre il suono dell'ultima campanella.

L'appello social: "La prego, sentiamoci"

L'impatto di quel docente, purtroppo silente nei ricordi anagrafici ma vivissimo in quelli emotivi, è quasi palpabile attraverso lo schermo. Grazie a lui, la scrittura è diventata per Coco un rifugio sicuro, una necessità quasi quotidiana. "Io ad oggi ancora scrivo, scrivo un sacco, ho un diario personale, a me piace leggere", dichiara, quasi a voler rassicurare il suo vecchio prof che quell'investimento emotivo e didattico ha dato i suoi frutti più belli. 

Il video culmina in una richiesta di contatto che cerca di sfruttare l'algoritmo per arrivare a destinazione: "Io ho bisogno, prof, di vederla. [...] La prego, la prego, la prego. Sentiamoci". 

Una ricerca affannosa, portata avanti invano in prima persona da anni, che oggi spera di fare affidamento sulla potenza virale di TikTok, pur con un briciolo di timido imbarazzo finale: "Scusi il disturbo, Dio mio sembro una pazza". Una "pazza" che, in fondo, sta solo cercando il modo giusto per dire grazie.

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