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Audizione al Senato per il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, in merito al disegno di legge che riguarda il reclutamento del personale docente, una riforma prevista dal PNRR. Diversi i temi toccati nel corso dell'intervento del titolare del dicastero di Viale Trastevere.

"Il vero dramma sarà non riuscire a formare le prime classi"

"Nell’arco dei prossimi 10 anni si stima una contrazione del numero degli studenti di 1,2, 1.4 milioni. Una riduzione di questa natura cambia la struttura sociale del Paese", afferma Bianchi. "Oggi le classi in Italia in media hanno meno di 20 alunni; la vera emergenza, non saranno più le classi pollaio ma il fatto che non riusciremo a fare le prime. La rapida caduta demografica che già stiamo vedendo alla primaria ci pone un problema che oggi non vediamo alle superiori".

Concorsi scuola, test a crocette addio dal 2025

"Formazione, formazione, formazione. È questo l'elemento fondante del percorso che abbiamo delineato per gli insegnanti". spiega il ministro. "La Commissione europea ci chiedeva un percorso standard per gli insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado, per questo abbiamo fornito un percorso standard per chi vorrà fare l'insegnante: la magistrale più 60 crediti all'interno di un percorso universitario concordato con le scuole. Un percorso abilitante a cui seguirà poi il concorso", ha ricordato il ministro. 

Bianchi ha poi aggiunto che una Commissione appositamente dedicata fornirà indicazioni precise sulla modalità di svolgimento dei concorsi, che rimarranno così - con test a crocette - fino alla fine del 2024: "Dal 2025 torneremo alle domande aperte. Questo perché dobbiamo rispettare il vincolo europeo di assumere 70mila insegnanti con la nuova procedura d'urgenza. L'anno scorso abbiamo assunto 57mila insegnanti, quest'anno ne assumeremo altri 61mila e poi altri 70mila entro il 2024: una delle milestone per accedere ai fondi del Pnrr. Il modo fondamentale di poter procedere è fare percorsi e concorsi".

Garantire sicurezza durante i percorsi di formazione

"Abbiamo avuto alcuni incidenti gravi, anche in questi giorni, in cui sono rimasti coinvolti dei nostri ragazzi, si è parlato di alternanza scuola-lavoro ma tutti e tre gli incidenti riguardavano in realtà la formazione professionale che concerne le Regioni", spiega il ministro in merito all'alternanza scuola-lavoro. "Noi dobbiamo cominciare a considerare anche questo pezzo di formazione come parte del sistema nazionale dell'educazione e quindi anche come parte cui garantire le stesse condizioni di sicurezza che simo in grado di garantire. Dobbiamo riuscire a dare eguale dignità a tutti i percorsi educativi, sono parte di un unico sistema di formazione", aggiunge.

Riforma ITS per consentire rivoluzione nell'area tecnica-professionale

"Abbiamo un' impalcatura di riforme che vanno viste nella loro compenetrazione, la riforma degli Its consente avviate fin da subito un altro pezzo fondamentale delle riforme che è quello che riguarda la scuola tecnica e professionale in modo da poter completare nel suo insieme il percorso tecnico professionale fino all'Its per dare dignità e forza a tutto il nostro sistema educativo", conclude il ministro dell'Istruzione.

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