
C'è un mito che circola nelle aule universitarie: per diventare il prossimo Zuckerberg, devi mollare gli studi accademici. Ma è davvero così? Se guardiamo ai vertici delle Big Tech nel 2026, la realtà è molto più complessa (e forse più rassicurante per chi sta preparando l'ennesimo esame). La verità è che la Silicon Valley è divisa tra tre grandi scuole di pensiero: i tecnici puri, gli strateghi con un MBA in tasca e i creativi.
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Chi ha seguito percorsi "tecnici puri"
Per alcuni leader, il successo è iniziato con la comprensione profonda di come funzionano le cose "sotto il cofano". Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, ne è l'esempio perfetto: ha iniziato con una Laurea in Ingegneria Metallurgica presso l'IIT Kharagpur in India, per poi volare negli USA per un Master in Scienza dei Materiali a Stanford e coronare il percorso con un MBA alla Wharton School.
Un percorso simile è quello di Satya Nadella (Microsoft), che ha mosso i primi passi con una Laurea in Ingegneria Elettrica al Manipal Institute of Technology, proseguendo con un Master in Computer Science all'Università del Wisconsin e, infine, un MBA presso la Booth School of Business di Chicago.
Anche Jensen Huang, il volto di NVIDIA, non ha mai lasciato il mondo tecnico: Laurea e Master in Ingegneria Elettrica, conseguiti rispettivamente all'Oregon State e a Stanford.
La formazione nel business: MBA e gestione
C'è poi chi ha capito che per guidare un colosso serve saper gestire persone e capitali ancor prima dei codici. Tim Cook(Apple) ne è il simbolo: Laurea in Ingegneria Gestionale alla Auburn University e un prestigioso MBA conseguito come Fuqua Scholar alla Duke University.
Sorprendente è il profilo di Andy Jassy, CEO di Amazon: è uno dei pochi leader non tecnici, laureato in Amministrazione Governativa ad Harvard e poi specializzato con un MBA presso la stessa Harvard Business School.
Anche Shou Zi Chew (TikTok) segue questa scia: Laurea in Economia all'UCL di Londra e MBA ad Harvard, dove ha svolto uno stage in una allora giovanissima startup chiamata Facebook.
I percorsi da ribelli (ma non troppo)
Qui entriamo nel regno del mito, ma attenzione a non sottovalutare i titoli. Elon Musk (Tesla, X) viene spesso descritto come un ribelle, ma ha in tasca una pesantissima doppia laurea in Fisica ed Economia alla University of Pennsylvania. È vero che ha abbandonato il dottorato a Stanford dopo due giorni, ma le basi erano già solidissime.
E poi c'è Mark Zuckerberg (Meta) ha frequentato Informatica e Psicologia ad Harvard per due anni prima di lasciarsi travolgere dal successo di Facebook, ricevendo solo anni dopo una laurea honoris causa. Allo stesso modo, Sam Altman (OpenAI) ha studiato Informatica a Stanford per due anni prima di abbandonare tutto per fondare la sua prima società, Loopt.
L'eccezione più affascinante? Brian Chesky di Airbnb. In un mondo di numeri, lui viene dal Design Industriale (Rhode Island School of Design). Per lui, la chiave del miliardo non è stata un algoritmo, ma la capacità estetica di ripensare il concetto di ospitalità.