
Chi gioca a Call of Duty lo sa: in lobby ci si imbatte spesso in qualcuno che sembra un po' troppo preciso. Molte volte è una semplice questione di connessione, altre, però, il vantaggio dell'avversario è un po' troppo sospetto, anche per essere spiegato con la fibra ottica.
Ed è qui che entrano in gioco i cheat (letteralmente "barare"): secondo i dati di Surfshark, proprio CoD è il gioco in cui i giocatori cercano cheat online più di qualsiasi altro: 66 utenti su 1.000 googolano attivamente trucchi e hack per il gioco.
Ma i "coddari" non sono i soli: anzi, possiamo dire che sono in buona compagnia!
Indice
Cos'è il ping e come influisce sulle dinamiche di gioco online?
Prima di tutto, un po' di contesto per i neofiti che leggono questo articolo. Negli sparatutto online, ogni azione che compi - sparare, muoverti, saltare - deve viaggiare dal tuo PC ai server del gioco e tornare indietro.
Questo viaggio si chiama ping, e si misura in millisecondi. Chi ha un ping basso (connessione veloce) riceve le informazioni prima: vede il nemico girare l'angolo prima che tu lo veda, e il suo colpo viene registrato dal server prima del tuo.
In pratica, a parità di riflessi e mira, chi ha la connessione migliore spara "nel passato" rispetto a chi ha il ping alto. Il che, forse, dovrebbe indurre a una riflessione sulla competitività di questa tipologia di videogiochi. Ma questa è un'altra storia.
CoD: il gioco più "cheattato" di sempre
Ebbene, secondo i dati di Surfshark, i giocatori di Call of Duty cercano cheat online al ritmo più alto in assoluto: 66 giocatori su 1.000 cercano trucchi per il gioco. Un dato che supera Rocket League, Rainbow Six Siege e Marvel Rivals, fermi rispettivamente a 59, 53 e 45 ricerche per 1.000 giocatori.
Nella top 10 compaiono anche Apex Legends, Fortnite, ARC Raiders e Counter-Strike. Il sistema anti-cheat Vanguard di Valorant sembra invece essere un deterrente molto efficace: solo 1 ricerca per 1.000 giocatori.
Un primato poco invidiabile, che lascia indietro anche titoli notoriamente infestati dai cheater: Rocket League si ferma a 59 ricerche per 1.000 giocatori, Rainbow Six Siege a 53, Marvel Rivals a 45.
Nella top 10 compaiono anche Apex Legends, Fortnite, ARC Raiders e Counter-Strike - una sfilata di sparatutto e titoli competitivi che non sorprende più di tanto.

Il fallimento di Ricochet anti-cheat
Insomma, il sistema anti-cheat - noto come Ricochet - di Call of Duty non sembra girare a dovere.
Attivo su Warzone, Modern Warfare II/III, Black Ops 6 e 7, si evolve costantemente con machine learning e requisiti di sicurezza hardware, questo anti-cheat è utilizzato per combattere il cheating tramite driver a livello kernel su PC, analisi lato server e misure attive come la disattivazione delle armi o il "disarmo" dei cheater.
Ma, almeno ad oggi, non sembra aver prodotto i risultati sperati. Per conferma, chiedere alla community di CoD.
Il gioco più pulito? Valorant
A questo si lega il dato più interessante che arriva dall'eccezione di questa classifica: Valorant. Al contrario di Ricochet, infatti, il sistema anti-cheat Vanguard di Riot Games si conferma tra i più temuti del settore, con appena 1 ricerca per 1.000 giocatori.
Un numero che dice tutto sull'effetto deterrente di un anti-cheat davvero aggressivo - anche se non senza polemiche, vista la profondità di accesso al sistema che Vanguard richiede.
La morale? Se vuoi giocare pulito, forse è il caso di cambiare lobby (o videogioco)!