
Una delle auto più riconoscibili della storia del cinema sta per cambiare proprietario.
Non si tratta di una replica, né di un modello costruito per esposizioni successive: è una delle Batmobile realmente utilizzate sul set di “Batman Returns”, il film del 1992 con Michael Keaton diretto da Tim Burton.
A novembre finirà all’asta e, considerando la sua storia e il suo status da icona pop, il prezzo potrebbe raggiungere livelli da record.
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Quando e come partecipare all'asta
La vendita porta la firma di Julien's Auctions e Turner Classic Movies, che organizzano l'evento con la formula mista di asta in presenza e asta online. L'appuntamento è fissato per il 23 novembre 2026, a Los Angeles.
La stima ufficiale resta compresa tra 5 e 7 milioni di dollari, una forbice che racconta quanto il mercato consideri unico questo esemplare.
Non a caso, la Batmobile sarà il pezzo forte della Ultimate Batmobile Auction, un evento che mette all'incanto anche costumi, oggetti di scena e materiali di produzione legati all'universo cinematografico e televisivo di Batman.
La Hero Car usata sul set
L'esemplare in vendita è la "Number One Hero Car", cioè l'auto che la produzione ha davvero utilizzato per girare la maggior parte delle scene di guida del film del 1992. Gli esperti l'hanno certificata confrontando le sequenze della pellicola con i dettagli specifici della carrozzeria.
Conclusi i lavori sul set, la vettura ha fatto la sua comparsa alla première e a una festa organizzata da Warner Bros sul set, per poi restare per anni chiusa in un deposito. Oggi conserva ancora la sua verniciatura nera originale, rimasta invariata rispetto a quella vista nel film.
Due Chevrolet sotto quasi 6 metri di carrozzeria
La Batmobile misura circa 19 piedi e 8 pollici, quasi 6 metri, e sotto la carrozzeria in fibra di vetro nasconde una base tutt'altro che fantascientifica: due telai di Chevrolet Impala uniti tra loro. A muoverla è un V8 Chevrolet abbinato a un cambio automatico a tre rapporti.
Anche l'effetto delle fiamme dal reattore posteriore, spettacolare ma solo scenico, nasceva da una soluzione semplice: una miscela pressurizzata di aria e kerosene, accesa a distanza con un radiocomando.
Il merito del design resta però nelle mani di Julian Caldow, che insieme al production designer Anton Furst si è ispirato anche alle auto costruite per i record di velocità su terra.