
Il suo grido di battaglia è "Vivi e lascia vivere. (Tranne i bevitori di Radler)" e domenica scorsa in Austria ha raccolto ben l'8,4% dei voti.
Stiamo parlando del Partito della Birra capeggiato da Dominik Wlazny che, prima di rappresentare il nuovissimo terzo partito austriaco, fino a qualche anno fa faceva il cabarettista con lo pseudonimo Dr. Pogo.
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Cos'è il Bierpartei?
"Sono sopraffatto. Sono arrivato terzo in queste elezioni, a Vienna sono arrivato secondo dopo Van der Bellen, davanti all'FPÖ". Queste le parole del leader del Partito della Birra, una formazione politica balzata agli onori della cronaca visti i buoni risultati raggiunti nelle elezioni austriache di domenica scorsa e nata nel 2014 come progetto satirico che punta tutto sui social.
Il fondatore di questo progetto, che mette al centro di tutto la bevanda a base di luppolo, è Dominik Wlazny, musicista e cabarettista che fino a qualche anno fa era il leader del gruppo rock Turbobier con il quale nel 2014 ha lanciato un brano che aveva lo stesso nome del partito che ha poi fondato. Da qui viene anche l’impronta punk e ribelle che caratterizza le proposte avanzate dalla sua formazione politica.
Tante le battaglie come quella dell’abolizione delle tasse relative alle bevande nei bar o quella di una fornitura mensile di birra al posto dei soliti sussidi ma, l'obiettivo è unico: strappare una risata con un tono dissacrante e provocatorio. Questo è stato il punto di partenza della sua avventura politica fino a quando le sue aspirazioni politiche sono cresciute.
Il successo tra i giovani
Dopo il fallimento delle elezioni del 2019, il Partei è cresciuto molto durante la pandemia diventando la forza politica più seguita sui social. Come ha dichiarato lo stesso Wlazny:"Per gli under 30 ci sarebbe stato addirittura un ballottaggio tra me e Alexander Van der Bellen".
Basti pensare che a Vienna ha preso ben il 10% dei voti: proprio al centro della capitale austriaca aveva proposto di installare una fontana di birra.
Paolo Di Falco