
Dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19 il piano vaccinale risulta essere l’unica strada in grado di guidarci verso una nuova normalità. Sono trascorsi ben sei mesi dall’inizio della campagna vaccinale in Italia e dopo le categorie prioritarie e la fascia adulta della popolazione, le diverse Regioni italiani hanno iniziato ad inoculare il vaccino anche ai più giovani. Il recente caso di trombosi della diciottenne di Genova dopo il vaccino AstraZeneca ha richiamato però l’attenzione del Comitato Tecnico Scientifico, che presto potrebbe pronunciarsi circa i nuovi limiti di fattibilità in base all’età.
Guarda anche
- Green Pass Europeo: come funzionerà e come richiederlo
- Eclissi di sole 10 giugno 2021: quando e come vederla
- "Salviamoci": le dritte dell'esperto alla GenZ sull'economia post-covid
Vaccini anti-Covid: presto nuovi limiti d’età per AstraZeneca
Ad oggi sono circa 13 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale, circa il 25% della popolazione over 12. Nelle ultime settimane le Regioni hanno deciso di adottare strategie diverse per procedere con la campagna vaccinale, tra open day aperti a tutta la popolazione, anche senza prenotazione, e prenotazioni su app innovative e alla portata di tutti. Il caso di trombosi della diciottenne di Genova dopo l’inoculazione del vaccino AstraZeneca ha spinto il Comitato Tecnico Scientifico a rivalutare la strategia vaccinale, ridefinendo dunque i limiti di non fattibilità in base alla fascia d’età. Come riporta Ansa, Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ha spiegato che il vaccino AstraZeneca potrebbe essere dedicato solo agli over 30 o agli over 40, "mentre una revisione non la farei sopra i 50 anni, perché il rapporto tra rischi e benefici è indubbiamente, anche con la circolazione attuale, a favore del beneficio". Il coordinatore del Comitato, Franco Locatelli, invece, suggerisce che il vaccino attualmente è "già preferenzialmente raccomandato per i soggetti sopra i 60 anni di età", sebbene diverse Regioni lo abbiano inserito negli open day rivolti a tutte le fasce della popolazione.
Vaccini anti-Covid: le regioni che vaccinano con AstraZeneca
Nei prossimi giorni si attende dunque la decisione del Comitato Tecnico Scientifico sui nuovi limiti di fattibilità del vaccino AstraZeneca in base alla fascia d’età. Nel frattempo alcune regioni hanno deciso di agire d’anticipo, revocando gli open day con AstraZeneca. È il caso della Campania, che aveva dedicato delle serate di vaccinazione a tutti i residenti dai 18 anni in su e della Sardegna che ha organizzato solo la somministrazione di seconde dosi per il personale scolastico che sarà impegnato negli esami di Maturità. La Puglia ha da tempo smesso di usare prime dosi di AstraZeneca perché ci sono ancora 300mila richiami da fare e il Friuli Venezia Giulia ha rivendicato la scelta di non usare più vaccini a vettore virale, come AstraZeneca e Johnson & Johnson. Ad usare AstraZeneca per i cittadini dai 18 anni in su attualmente sono il Lazio e la Sicilia: nel primo caso si può partecipare all’ultimo open week over 18 con ticket virtuale sull’app uFirst, nel caso dell’isola, invece, ci si può recare presso gli hub su base volontaria e senza prenotazione per ricevere AstraZeneca o Johnson & Johnson, a patto che non si presentino fragilità.