
Il primo aprile 2026 i quattro astronauti Reid Wiseman, Christina Koch, Victor Glover e Jeremy Hansen sono decollati dal Kennedy Space Center in Florida, diventando i primi esseri umani a viaggiare verso la Luna dagli anni '70.
Basterebbe questo per dire che parliamo di una missione storica: inoltre, da qui al rientro previsto il 10 aprile nello splashdown nell'Oceano Pacifico, gli astronauti percorreranno circa 405.000 chilometri dalla Terra, il record assoluto per l'umanità.
Tutto bene, quindi. Peccato che le prime ore di viaggio abbiano avuto l'energia negativa di un lunedì mattina a scuola.
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Idraulici a gravità zero
Appena raggiunta l'orbita, il cosiddetto "lunar loo" – il bagno della capsula – ha smesso di funzionare.
Mission Control (il centro di controllo a Houston della NASA) ha guidato l'astronauta Christina Koch nella riparazione idraulica del problema che, per essere precisi, consisteva in una ventola per l'estrazione dell'urina che si era inceppata circa due ore dopo il decollo.
Primo problema risolto, con gli astronauti nei panni improvvisati di idraulici a gravità zero.
Microsoft Outlook: nello spazio non funziona
Chi lo utilizza tutti i giorni lo sa: Outlook ha qualche problemino. E se fa fatica qui sulla Terra figuriamoci nello spazio.
Mentre gli astronauti configuravano i computer di bordo, il comandante Wiseman ha contattato Mission Control con un problema fin troppo familiare: "Ho due account Microsoft Outlook, e nessuno dei due funziona." Problema risolto con un accesso da remoto da Houston.
Il PIN del tablet in diretta streaming
Come se non bastasse, durante il livestream della NASA le telecamere hanno ripreso Wiseman mentre digitava il PIN del suo tablet Microsoft Surface Pro, esponendo involontariamente il codice a tutti gli spettatori collegati.
Un classico fail di sicurezza informatica, ma con un'attenuante: il rientro sulla Terra è previsto per il 10 aprile quindi fino ad allora il tablet è fisicamente irraggiungibile da chiunque voglia sfruttare l'informazione.