
L’Arsenal è di nuovo campione d’Inghilterra. Dopo anni passati a sfiorare il titolo, i Gunners sono riusciti a chiudere il discorso Premier League e a tornare sul trono per la prima volta dalla stagione 2003/04, quella degli Invincibili di Arsène Wenger.
Il titolo è diventato matematico ieri, dopo l’1-1 del Manchester City contro il Bournemouth: a una giornata dalla fine, la squadra di Mikel Arteta non può più essere raggiunta.
Per l’Arsenal si tratta del 14° titolo inglese della sua storia.
Ma questo successo racconta anche altro: la fine di un’attesa lunga 22 anni, la trasformazione di un gruppo giovane in una squadra pronta a reggere la pressione e il lavoro di un allenatore che, nel giro di poche stagioni, è passato dall’essere messo in discussione al vincere la Premier League.
Ecco allora 3 curiosità sull’Arsenal campione d’Inghilterra.
Indice
1. Una squadra giovane, ma già matura
Una delle cose più interessanti di questo Arsenal è l’età media. La rosa dei Gunners è composta da tanti giocatori nel pieno della crescita calcistica: Saka, Martinelli, Saliba, Timber, Calafiori, Lewis-Skelly, Madueke, Eze, Zubimendi, Rice.
Non una squadra di ragazzini, ma nemmeno un gruppo così "navigato": l’Arsenal ha vinto con una squadra giovane, ma già abbastanza matura da gestire una corsa al titolo durata mesi.
Transfermarkt indica oggi un’età media di 26,3 anni, mentre nelle rilevazioni stagionali il gruppo era attorno ai 25-26 anni. In ogni caso, il punto resta:
2. Arteta ha fatto una cosa mai riuscita a nessun ex giocatore di Premier
Mikel Arteta non è soltanto l’allenatore che ha riportato l’Arsenal sul tetto d’Inghilterra. Con questo titolo è diventato anche il primo ex calciatore della Premier League a vincere la Premier da allenatore.
Un dettaglio non banale, perché nella storia del campionato inglese moderno tanti grandi tecnici hanno alzato il trofeo, ma nessuno lo aveva fatto dopo aver giocato nella competizione.
La Premier League lo indica come il 13° allenatore capace di vincere il campionato nell’era Premier. Prima di lui, tra gli altri, Sir Alex Ferguson, Arsène Wenger, José Mourinho, Carlo Ancelotti, Antonio Conte, Claudio Ranieri, Jürgen Klopp, Pep Guardiola e Arne Slot.
Per Arteta è anche una rivincita personale. Quando arrivò all’Arsenal, nel 2019, la squadra era lontana dal livello delle migliori. Poi sono arrivati gli ottavi posti, le critiche, le stagioni chiuse da seconda, la sensazione di essere sempre a un passo. Stavolta, invece, il passo lo ha fatto davvero.
3. Gli Invincibili: l’ultima Premier prima dell’era social
Quando l’Arsenal vinse l’ultima Premier League, nella stagione 2003/04, YouTube non era ancora stato lanciato, Instagram sarebbe arrivato solo nel 2010 e TikTok molti anni dopo. In pratica: l’ultimo titolo dei Gunners apparteneva alla "prima" era di internet.
E lo stesso vale per alcuni protagonisti del titolo di oggi. Bukayo Saka, uno dei simboli di questo Arsenal, nel 2004 aveva appena due anni: è nato il 5 settembre 2001. Myles Lewis-Skelly ed Ethan Nwaneri, due dei giovani più riconoscibili del nuovo ciclo, non erano nemmeno nati.
Era l'Arsenal degli "Invincibili" di Arsène Wenger, capace di inanellare 26 vittorie, 12 pareggi e 0 sconfitte.
E sono poche le squadre inglesi a poter vantare questo "titolo", per l'esattezza solo due: il Preston North End della stagione 1888/1889 e, appunto, l'Invincibile Armata di Wenger nella stagione 2003/20024.
Proprio in questi giorni, vent'anni fa, la corazzata si laureava campione d'Inghilterra, concludendo imbattuta una stagione che la consegnò alla leggenda.