
La serranda della Bottiglieria alla Garbatella si è rialzata ieri sera, 13 aprile 2026, ma il rumore è stato diverso dal solito. Per la prima volta in undici anni, dietro quel bancone mancava la voce ruvida e il cuore d'oro di Cesare Cesaroni.
Antonello Fassari, scomparso lo scorso 5 aprile 2025 all'età di 72 anni, è stato il grande assente e, al tempo stesso, il protagonista invisibile della prima puntata. Un'assenza che si fa sentire, spiegata da Claudio Amendola con tenerezza: "Antonello c'era alla prima lettura, poi il destino ha deciso diversamente".
Come è stato omeggiato Antonello Fassari
Claudio Amendola, che della serie è anche regista, ha scelto di non "sostituire" Cesare, ma di farne vivere il ricordo attraverso i gesti del fratello Giulio. Il momento più alto della puntata è arrivato quando Giulio, alle prese con i debiti lasciati dall'altro fratello Augusto (Maurizio Mattioli), ha dovuto abbattere simbolicamente un muro della storica Bottiglieria per far spazio a una cucina professionale.
Dopo il primo colpo, Giulio si è fermato, ha preso il telefono e ha inviato un vocale a Cesare. Un "ponte" verso l'aldilà che si è concluso con quel "Che amarezza!", frase caratteristica del personaggio interpretato da Fassari.
Antonello Fassari e la malattia
Dalla scomparsa di Fassari, avvenuta un anno fa, molti si sono chiesti cosa avesse spento il sorriso dell'attore romano. Sebbene la famiglia abbia sempre mantenuto il massimo riserbo, si è trattato di una malattia che lo ha strappato alla scena proprio mentre si preparava a tornare nel suo ruolo più iconico.
La produzione ha dovuto dividere le sue battute tra gli altri personaggi, ma l'eredità di Cesare è rimasta intatta in ogni angolo del set.