
L'Accademia di Stoccolma ha assegnato il Nobel per la Pace 2022 al bielorusso Ales Bialiatski. Lo storico attivista e fondatore del “Viasna Human Rights Centre” è un dissidente del governo di Lukashenko, ed è stato arrestato più volte dallo Stato autoritario bielorusso.
Bialiatski è stato premiato per aver dedicato ” la sua vita alla promozione della democrazia e dello sviluppo pacifico nel suo Paese d'origine”, nonostante il Governo bielorusso abbia tentato più volte di ”metterlo a tacere”. Il bielorusso condivide il Premio con le ong “Memorial” e “Center for Civil Liberties”.
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Chi è Ales Bialiatski e perché stato premiato con il Nobel per la Pace
Ales Bialiatski è stato infatti detenuto dal 2011 al 2014, dopo essere stato arrestato dal Governo Lukashenko – apparentemente - per evasione fiscale. In seguito poi a delle forti proteste contro il regime, nel 2020 viene nuovamente incarcerato: ed è ancora detenuto, senza essere stato sottoposto a regolare processo. L'impegno dell'attivista in difesa dei diritti umani ”e del diritto di criticare il potere, di difesa dei diritti dei cittadini per i diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere, per aver documentato crimini de guerra”.
”Nonostante le enormi difficoltà personali – continua il comunicato - Bialiatski non ha ceduto di un centimetro nella sua lotta per i diritti umani e la democrazia in Bielorussia". Ales Bialiatski è stato uno degli iniziatori del movimento democratico emerso in Bielorussia a metà degli anni '80, poi ufficializzato nel 1996. L'organizzazione opera nel campo dei diritti umani e ha lo scopo di fornire assistenza finanziaria e legale ai prigionieri politici e alle loro famiglie ed è stata fondata in risposta e opposizione alla repressione perpetuata da parte del governo di Alexander Lukashenko nei confronti dei manifesti e dissidenti.
Memorial e Center for Civil Liberties: premiata la società civile
Premiate – insieme all'attivista bielorusso – anche due ong che da anni sono attive nel campo dei diritti umani. Memorial è un'organizzazione non governativa russa, fondata nel 1987 da attivisti per i diritti umani nell'ex Unione Sovietica. Nasce per garantire appunto “memoria” alle vittime della tirannia del regime comunista e oggi è la più grande organizzazione per i diritti umani in Russia.
L'organizzazione civica ucraina "Center for Civil Liberties" nasce anni più tardi ma ha la stessa mission: garantire il sostegno ai diritti umani. Fondato il 30 maggio 2007, con sede a Kiev, dall'invasione russa dell'Ucraina in poi, il Center for Civil Liberties si è impegnato a identificare e documentare i crimini di guerra russi contro la popolazione civile ucraina.