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Quando Carlos Alcaraz si toglie la maglia, ormai, sugli spalti è festa. Soprattutto tra le fan più accanite che colgono l'occasione per riprenderlo con i propri smartphone (con buona pace di ogni diritto alla privacy).

Non è neanche una novità degli US Open. Già all’Australian Open 2026 gli organizzatori avevano notato la reazione del pubblico quando lo spagnolo si cambiava a bordo campo.

Durante un’intervista Jim Courier gli aveva fatto presente il fenomeno e Alcaraz aveva risposto, con un sorriso, di essere semplicemente contento che alla gente piacesse.

A New York la situazione è diventata ancora più evidente. Dopo la vittoria al terzo turno contro Wu Yibing, Alcaraz ha tolto sia la canotta sia la maglia che indossava sotto: tra il pubblico sono comparsi immediatamente decine di telefoni per riprendere la scena, accompagnati da una reazione piuttosto rumorosa degli spalti.

Insomma, accanto all’Alcaraz campione c’è ormai anche l’Alcaraz sex symbol.

Non è difficile capire perché il tennis stia sfruttando sempre di più questa nuova generazione anche fuori dal campo: secondo l’ATP, nel solo secondo trimestre del 2026 lo spagnolo ha guadagnato 3,6 milioni di follower, una crescita inferiore, tra i grandi atleti uomini presi in esame, soltanto a quella di Erling Haaland e Lewis Hamilton.

E anche testate come GQ hanno ormai trasformato i suoi outfit, i capelli e il suo stile in argomenti da fashion icon oltre che da pagina sportiva.

Agli US Open è scoppiato il “nipplegate”

Questa volta, però, l’attenzione sul look è arrivata a livelli che probabilmente neanche Alcaraz aveva previsto. Per il suo ritorno agli US Open 2026, il 23enne ha indossato una particolare canotta Nike realizzata in collaborazione con Cactus Jack, il brand di Travis Scott.

Un completo molto più vicino esteticamente a una divisa da basket che alla tradizionale polo da tennis: ampio, senza maniche e soprattutto molto aperto lateralmente.

Durante i movimenti più ampi, la canotta si spostava lasciando spesso scoperto parte del petto e, soprattutto, i capezzoli di Alcaraz. Un dettaglio abbastanza piccolo da essere irrilevante per la partita, ma sufficientemente evidente da diventare uno dei tormentoni social della prima settimana del torneo.

Tanto che anche l’ex tennista Eugenie Bouchard ci ha scherzato sopra, invitando ironicamente Carlos a coprirsi un po’ di più.

Perché Alcaraz indossa due canotte?

Lo spagnolo, quindi, è corso ai ripari. Dal terzo turno, infatti, chi guardava attentamente Alcaraz avrà notato qualcosa di diverso: sotto alla canotta marrone è comparsa una seconda maglia bianca aderente.

Con il caldo e l’umidità di New York potrebbe sembrare una scelta poco logica. Tanto più che Alcaraz ha spiegato al sito ufficiale degli US Open di preferire proprio le canotte nei tornei più caldi e umidi, perché lasciano maggiore libertà e riducono la quantità di tessuto addosso.

Quindi perché aggiungere uno strato? La risposta l’ha data direttamente lui, ridendo in conferenza stampa: “Ho visto troppo i miei capezzoli ultimamente”.

Alcaraz ha spiegato che la scelta è stata completamente sua e non una richiesta di Nike o degli organizzatori. Dopo aver visto quanto il dettaglio fosse diventato virale, ha semplicemente pensato di coprirsi un po’ di più. E, visto che si è trovato comodo con la nuova soluzione, ha deciso di mantenerla.

La doppia canotta serve principalmente a tenere i capezzoli dentro la maglia.

Una soluzione che, ironicamente, ha risolto solo metà del “problema”. Perché Alcaraz può anche coprirsi mentre gioca, ma appena arriva il momento di cambiarsi a bordo campo gli smartphone continuano a comparire.

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