
Netflix ci offre il pulsante “Salta intro”, ma con alcune serie anime usarlo dovrebbe essere vietato. Ci sono opening che bastano pochi secondi per riconoscere, capaci di accompagnare una storia e diventare parte della sua identità.
Alcune caricano prima di una battaglia, altre anticipano un viaggio molto più doloroso di quanto sembri. Poi ci sono quelle che finiscono direttamente nella playlist e continuano a suonare anche dopo aver completato tutti gli episodi.
Da Neon Genesis Evangelion a Nana, abbiamo scelto cinque opening indimenticabili tratte da anime disponibili su Netflix in Italia. La selezione comprende mondi e generi molto diversi, ma ha una regola comune: davanti a queste sigle, il tasto “Salta intro” può aspettare.
Indice
A Cruel Angel’s Thesis – Neon Genesis Evangelion
È sufficiente ascoltare le prime note di A Cruel Angel’s Thesis per ritrovarsi davanti all’EVA-01, agli Angeli e alle immagini velocissime che hanno reso riconoscibile la sigla di Neon Genesis Evangelion.
Interpretata da Yoko Takahashi, l’opening accompagna tutti i 26 episodi della serie originale, disponibile su Netflix insieme alla storia di Shinji Ikari e della NERV.
La forza del brano nasce dal contrasto con quello che accade nell’anime. La melodia è energica e apparentemente luminosa, mentre la serie diventa progressivamente più psicologica, inquieta e difficile da decifrare.
Si parte con enormi robot impegnati a difendere la Terra e si finisce a mettere in discussione identità, rapporti familiari e senso dell’esistenza.
Anche il montaggio contribuisce a renderla memorabile. Personaggi, simboli religiosi e dettagli tecnici appaiono per pochi istanti, spesso prima che lo spettatore possa comprenderne davvero il significato. All’inizio sembrano immagini scelte per creare atmosfera. Dopo aver visto la serie, assumono tutto un altro peso.
Guren no Yumiya – Attack on Titan
Prima ancora di vedere i Giganti entrare in azione, Guren no Yumiya chiarisce che in Attack on Titan non ci sarà molto spazio per la tranquillità.
Il brano dei Linked Horizon è la prima opening della stagione iniziale dell’anime, quella che introduce Eren, Mikasa, Armin e una società costretta a vivere dietro enormi mura per proteggersi dai Giganti. Su Netflix Italia sono disponibili i 25 episodi della prima stagione.
La sigla ha il ritmo di una marcia militare. Parte con una tensione crescente, esplode nel ritornello e accompagna immagini di combattimenti, addestramenti e manovre tridimensionali. Tutto comunica velocità, pericolo e desiderio di reagire.
È anche una delle opening più facili da associare all’anime, persino per chi non ha mai seguito tutta la serie. Il suo ritornello è diventato un simbolo del primo periodo di Attack on Titan, quando la storia sembrava concentrarsi soprattutto sulla lotta tra esseri umani e Giganti.
Guardando gli episodi successivi, si scoprirà che la situazione è molto più complicata. La sigla, però, conserva quell’energia iniziale fatta di rabbia, paura e voglia di riconquistare la libertà.
Gurenge – Demon Slayer
Con Gurenge, interpretata da LiSA, Demon Slayer ha trovato una sigla capace di raccontare perfettamente Tanjiro: determinato, gentile e pronto a rialzarsi dopo ogni colpo.
Il brano è l’opening della prima stagione, chiamata su Netflix Il Capitolo dell’Incrollabile Determinazione di Tanjiro Kamado. È l’inizio del viaggio del protagonista, partito per trovare una cura per la sorella Nezuko dopo che la sua famiglia è stata sterminata da un demone.
Gurenge parte in modo controllato, poi accelera e cresce insieme alle immagini. L’opening mostra i personaggi principali, gli allenamenti, i demoni e le tecniche di respirazione, evitando però di perdere il lato emotivo della storia.
La voce di LiSA riesce a passare dalla fragilità alla potenza in pochi secondi. È una caratteristica perfetta per Demon Slayer, anime in cui le battaglie spettacolari convivono con il dolore dei protagonisti e, spesso, anche con quello dei loro nemici.
Il risultato è una canzone che funziona sia all’interno della serie sia lontano dallo schermo. Può accompagnare una sessione di allenamento, un viaggio in treno o il tentativo disperato di finire qualcosa all’ultimo minuto.
Departure! – Hunter x Hunter
Departure! ha un compito difficile: introdurre un anime che parte come un’avventura colorata e diventa, arco dopo arco, sempre più complesso e oscuro.
Interpretata da Masatoshi Ono, è la prima opening di Hunter x Hunter e accompagna l’inizio del viaggio di Gon, deciso a superare l’esame da Hunter e ritrovare suo padre.
La canzone comunica immediatamente entusiasmo e voglia di partire. Le immagini presentano Gon, Killua, Kurapika e Leorio mentre corrono verso una nuova avventura, con il tipo di energia che ci si aspetterebbe da uno shonen classico.
Chi conosce la serie, però, sa che questa leggerezza durerà poco. Hunter x Hunter affronta combattimenti, vendette, scelte morali e situazioni decisamente più pesanti rispetto alle premesse iniziali. Proprio per questo Departure! diventa quasi un punto fermo: ricorda costantemente lo spirito con cui Gon ha iniziato il proprio viaggio.
La sigla mantiene un tono positivo anche quando la storia cambia direzione. È come ritrovare la stessa canzone allegra mentre intorno ai protagonisti la situazione continua a peggiorare.
Rose – Nana
Chitarre, batteria, voce graffiante e un’estetica punk-rock che sembra uscita direttamente da un concerto dei Black Stones. Rose presenta Nana senza bisogno di troppe spiegazioni.
La prima opening è interpretata da Anna Tsuchiya con il nome ANNA inspi’ NANA (BLACK STONES). L’anime, composto da 47 episodi su Netflix, racconta l’incontro tra Nana Osaki e Nana Komatsu: due ragazze con lo stesso nome, personalità molto diverse e il desiderio di costruirsi una nuova vita a Tokyo.
Rose rappresenta soprattutto il mondo di Nana Osaki, cantante punk determinata a raggiungere il successo. Il brano ha un suono diretto, malinconico e ribelle, perfetto per una storia in cui musica e relazioni personali diventano impossibili da separare.
Le immagini dell’opening alternano palco, strumenti musicali, primi piani e momenti più intimi. Non serve aver già conosciuto tutti i personaggi per percepire che dietro l’atteggiamento sicuro di Nana si nasconde qualcosa di molto più fragile.
Nana parla di amicizia, dipendenza affettiva, ambizione, gelosia e paura di restare soli. Rose concentra molte di queste emozioni in poco più di un minuto, preparando lo spettatore a una serie che può far sorridere in un episodio e distruggere emotivamente in quello successivo.