Gabriel Achilli
Fonte: Il Giornale di Vicenza

Non capita tutti i giorni di vedere un monumento storico trasformato in un insieme di pixel colorati da un ragazzino di seconda media. 

Eppure, tra le strade di Castelnovo, frazione di Isola Vicentina, la geografia urbana ha cambiato forma grazie all'ingegno di Gabriel Achilli

A soli 12 anni, Gabriel ha sviluppato in completa autonomia "Castelnovo Bros", un videogame platform che omaggia i classici del passato per raccontare il presente del suo territorio.

Indice

  1. Una sfida tra pixel e identità locale
  2. Il borgo si sfida sul web
  3. Oltre i confini: Infopoint e nuove mappe
  4. Il sogno di una Software House

Una sfida tra pixel e identità locale

L'opera non è un semplice passatempo, ma un progetto ragionato che fonde tecnologia e radici. Gabriel ha lavorato per circa tre mesi alla creazione dei livelli, cercando di bilanciare la giocabilità con la fedeltà ai luoghi reali.

Castelnovo Bros

“Da tempo volevo realizzare un videogioco”, spiega il giovane programmatore, “e così ho cercato un’idea che fosse semplice ma anche originale e appassionante. Il desiderio è di far conoscere Castelnovo a tutta l’Italia e quindi che il videogioco diventi un veicolo di cultura e identità locale”.

Il risultato è un'estetica retrò dove spiccano le Tre porte, la piazza centrale con il monumento ai Caduti di San Vitale e il bar del paese. 

La sfida tecnica più ardua? La chiesa parrocchiale: “Riprodurre tutti i dettagli usando solo dei quadratini colorati è stato un lavoro impegnativo perché ha una struttura complessa, ma vederla terminata è stata una grandissima soddisfazione”, ammette Gabriel.

Frame del gioco

Il borgo si sfida sul web

Il gioco ha rapidamente scavalcato i confini della camera di Gabriel per diventare un piccolo fenomeno sociale

Essendo gratuito e senza pubblicità, "Castelnovo Bros" è diventato virale tra i residenti, che ogni settimana si sfidano a colpi di cronometro. Gabriel, infatti, pubblica regolarmente su Instagram una classifica basata sui tempi di completamento dei livelli, trasformando il gaming in un'occasione di aggregazione comunitaria.

Oltre i confini: Infopoint e nuove mappe

Il cantiere digitale di Gabriel è tutt'altro che chiuso. Lo studente sta già pianificando l'espansione verso Isola Vicentina e i comuni limitrofi, con l'ambizione di inserire elementi della tradizione come la Sagra Gran PoLu o l'antico lavatoio dove un tempo le donne andavano a lavare i panni.

La vera svolta "didattica" arriverà però con gli Infopoint digitali: schede storiche e foto reali che appariranno sullo schermo non appena il personaggio raggiungerà un monumento.

L'obiettivo si capisce da solo: istruire i coetanei sulle vicende che hanno modellato il paesaggio che vedono ogni giorno, spesso senza conoscerne i segreti.

Il sogno di una Software House

Dietro i salti del protagonista in pixel art c'è una solida base di logica e matematica, materie che Gabriel mastica con naturalezza. 

Supportato con orgoglio dai genitori, Marzia e Roberto, il dodicenne guarda già al futuro con una determinazione sorprendente per la sua età: “Da grande vorrei aprire una software house, un’azienda che crei videogiochi, oppure dedicarmi alla programmazione dal punto di vista di algoritmi finanziari e gestione economica”.

Per ora, Gabriel si gode il successo tra i banchi di scuola e tra i vicini di casa, con la consapevolezza di aver regalato al suo borgo una nuova dimensione, sospesa tra il fascino del passato e il linguaggio del futuro.

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