
In oltre una famiglia su due con figli minorenni lo smartphone è all’origine di discussioni e tensioni quotidiane: accade nel 55,4% dei casi.
Per gestire questo conflitto sempre più diffuso, i genitori adottano strategie molto diverse, che vanno dal controllo rigido all’assenza totale di regole.
Ed è sulla base delle loro reazioni che sono stati classificati in “domatori”, “disarmati”, “accompagnatori” e “liberi battitori”, profili che descrivono modi differenti di affrontare il digitale in famiglia.
Indice
Lo smartphone è un fattore di conflitto familiare?
L’uso eccessivo dello smartphone crea conflitti nel sistema familiare, sia con i figli che tra gli adulti. Secondo le statistiche:
- il 30,5% delle persone indica nel partner un utilizzo problematico del telefono,
- il 19,5% ammette un proprio eccesso,
- il 13,8% segnala un genitore.
Il disagio, quindi, non è generazionale ma coinvolge tutti i membri della famiglia.
Quattro modi di essere genitori nell’era digitale
Il Family Report 2025 analizza il tema della “governance dello smartphone” e individua quattro profili genitoriali, definiti in base alla percezione del problema e alle modalità di intervento adottate.
- I domatori: Rappresentano il 36,7% dei genitori. Sono coloro che cercano di esercitare un controllo attivo sull’uso dello smartphone, spesso introducendo regole rigide.
- I disarmati: Il 24,4% rientra in questo profilo. Il problema dell’uso del telefono è riconosciuto, ma non viene affrontato. Mancano regole, limiti e mediazione.
- Gli accompagnatori: Costituiscono il 15,7% del campione. Non percepiscono lo smartphone come un fattore di scontro, ma introducono comunque criteri e limiti di utilizzo. La regolazione avviene attraverso il dialogo e una presenza educativa costante.
- I liberi battitori: Il 23,2% dei genitori rientra nella categoria. In questo caso non vengono stabilite regole e lo smartphone non è percepito come un problema.
Tra regole e relazione educativa
Nel suo contributo al report, il pedagogista Stefano Pasta mette in guardia dai limiti di un approccio basato esclusivamente sul controllo: “Il forte controllo non si traduce in intervento educativo se rimane una strategia di delega con cui il genitore, che si riconosce incapace di educare, prova a fare in modo che delle regole lo facciano al suo posto”.
Educare al digitale nella quotidianità
La gestione dello smartphone in famiglia dipende dalla qualità del legame educativo che sostiene l’uso. Come chiarisce l'esperto, “Quando la famiglia è fortemente educativa, non ha bisogno di controllare ma piuttosto di “accompagnare”, un atteggiamento educativo che indica la strada, fornisce dei suggerimenti, ma non si sostituisce al figlio".
La famiglia deve essere il nucleo che "orienta e, prima di lasciare provare, fornisce dei criteri e agisce mediazione attiva”.