
Se pensavate che Luchè portasse all'Ariston solo l'attitude da strada, preparatevi a cambiare idea. Il rapper napoletano sbarca a Sanremo con un pezzo che è un sussurro nell'oscurità, una riflessione amara su quanto sia facile perdersi quando l'orgoglio diventa un vizio.
"Labirinto" è la cronaca di un amore che diventa polvere sui mobili e di un uomo che cerca la luce mentre l'asfalto della notte lo inghiotte. È un Luchè inedito, crepuscolare, che scambia i gioielli con i dubbi e le hit da club con una confessione a cuore aperto.
Indice
"Labirinto" di Luchè, testo completo
Labirinto
di D. Petrella - L. Imprudente
D. Petrella - S. Tognini - R. Castagnola
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Garage Days/
Diana/BFM Publishing/Rosario Castagnola Music
Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto
Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto
E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota
L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca
Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga
La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano via da me
Stai meglio lontano via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere
Non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Non conta l’ego contano i concetti
Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi
Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti
Quando non so chi sono
Me lo urlano ai concerti
Di crisi già ne ho avute
L’inverno con le tute
Le corse e le cadute
Scontrarsi a mani nude
Mentre gli altri giocano
Io mi distinguo tra pochi che osano
E troverò
Un po’ di luce
Adesso che non riesco più ad immaginarti
E non ho voce
Nemmeno per gridare che lo so che parti
Solo per stare lontano via da me
Stai meglio lontano via da me
Non abbiamo più scuse
Quanto ci vuole per dimenticarsi
E quello che so di te
È che sei bella come una bugia
Detta per non piangere
Non piangere
Non dormirò più tra le braccia tue
In questo labirinto siamo in due
E quello che so di te
Nasconde un po’ di me
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Le chiavi dell’uscita
Le ho messe nelle mani tue
Ma in questo labirinto siamo in due
Siamo in due
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Di Noi
Anche se poi te ne vai
Non ti scordare di me
Di me
Di Noi
Il significato di "Labirinto": tra solitudine urbana e crisi d'identità
Il brano è una discesa introspettiva nei meandri di una relazione finita e della propria psiche, dove il "labirinto" rappresenta l'impossibilità di trovare una via d'uscita dal proprio ego.
Il tema centrale è il paradosso del successo: più l'artista sale in alto, meno riesce a scorgere i propri difetti, trovando la propria identità solo nelle urla dei fan ai concerti.
Luchè esplora il dolore del distacco ("sei bella come una bugia") e l'inverno emotivo delle crisi personali, consegnando all'altra persona le chiavi dell'uscita, consapevole però che in quella prigione sentimentale si è sempre in due.
Un flow emotivo per l'Ariston
Il testo presenta una metrica meno serrata del solito rap di Luchè, privilegiando un'apertura melodica nel ritornello curata dalla firma di Davide Petrella.
Negli ultimi 10 anni, brani urban che hanno saputo mescolare la crudezza del vissuto con una forte componente melodica (si pensi a Cenere di Lazza o ai pezzi di Marracash) hanno ottenuto risultati straordinari.
"Labirinto" evita le rime scontate e punta su immagini forti ("polvere sui mobili", "inverno con le tute"), posizionandosi come un brano di "urban d'autore" che può piacere sia ai puristi che al pubblico della kermesse.
Podio o successo di critica?
Il potenziale radiofonico è molto alto (8.5/10): l'atmosfera notturna e il ritornello avvolgente lo rendono perfetto per il late-night listening. Stando alla nostra analisi IA, prevediamo un posizionamento nella Top 10 (tra il 5° e l'8° posto).
Sebbene il rap puro fatichi ancora a vincere Sanremo senza una componente marcatamente pop, la caratura artistica di Luchè e l'intensità del testo potrebbero garantirgli il favore della Sala Stampa.
Il verso più iconico che descrive il peso del successo
"Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti / Quando non so chi sono / Me lo urlano ai concerti"