Daniele Grassucci
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curling

Il curling, solo un passatempo per tipi strambi che spazzolano il ghiaccio? Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 (e non solo) hanno dimostrato che non è così: il curling è diventato una vera e propria mania che non ha tardato a invadere i social, forse per la particolarità dei gesti che caratterizzano questo sport.

Ma la verità è che dietro ogni lancio c'è una dose massiccia di fisica, strategia millimetrica e una resistenza fisica che farebbe tremare chiunque. Spesso viene definito come gli "scacchi sul ghiaccio" e ha una lunga tradizione: oggi sta vivendo un momento d'oro anche qui in Italia, trasformandosi da disciplina di nicchia a vero e proprio fenomeno nazionale.

Indice

  1. Le radici scozzesi di una disciplina millenaria
  2. Curling, come si gioca?
  3. Il lungo cammino verso l'Olimpo
  4. L’ascesa dell’Italia: dal miracolo di Pechino al sogno di Milano-Cortina
  5. Il curling arriva a Roma: la pista di Colle Oppio
  6. Curiosità: lo sapevi che...?

Le radici scozzesi di una disciplina millenaria

Le origini del curling ci riportano indietro nel tempo, precisamente nella Scozia del XVI secolo. Le prime testimonianze risalgono al 1511, quando si giocava sui laghi ghiacciati utilizzando semplici massi di fiume.

Non era solo un gioco, ma una sfida di abilità tra clan nelle gelide brughiere. Il termine stesso deriva dal verbo scozzese curr, che descrive il boato prodotto dalla pietra che scivola sul ghiaccio irregolare, un suono così caratteristico che ancora oggi lo sport è soprannominato "The Roaring Game".

Curling, come si gioca?

Il cuore del curling batte sulla precisione del lancio e sulla gestione della House, ovvero quel bersaglio colorato disegnato sul ghiaccio. Una partita standard si divide in diversi turni chiamati End, durante i quali le squadre lanciano otto pietre a testa alternandosi.

Solo la squadra che ha la pietra più vicina al centro (il button) segna punti, e ne ottiene uno per ogni stone che si trova più vicina al centro rispetto alla migliore dell'avversario. La vera anima tattica risiede però nel Hammer, ovvero l'ultimo tiro dell'end, che rappresenta un vantaggio enorme per chi lo possiede.

Negli ultimi anni, per rendere il gioco più spettacolare e aggressivo, la World Curling Federation ha introdotto la No-Tick Zone, una regola che impedisce di spostare le pietre avversarie posizionate sulla linea centrale a protezione della casa nelle fasi iniziali dell'end. Questa modifica ha eliminato molte fasi di stallo, costringendo gli atleti a rischiare di più fin dal primo lancio.

Il lungo cammino verso l'Olimpo

Nonostante la sua antichità, il percorso del curling nelle Olimpiadi moderne è stato piuttosto tortuoso. Fece una prima apparizione ufficiale ai Giochi di Chamonix nel 1924, ma per decenni rimase confinato nel limbo degli sport dimostrativi.

La vera svolta è arrivata solo nel 1998, durante le Olimpiadi di Nagano in Giappone, quando è stato reintegrato stabilmente nel programma. Da quel momento la sua popolarità è esplosa, portando nel 2018 all'introduzione del doppio misto, una variante più veloce e dinamica che ha regalato all'Italia emozioni indimenticabili.

L’ascesa dell’Italia: dal miracolo di Pechino al sogno di Milano-Cortina

Fino a pochi anni fa, parlare di curling in Italia significava citare pochi appassionati tra le montagne del Trentino e del Piemonte. Tutto è cambiato con le Olimpiadi di Pechino 2022, dove la coppia formata da Stefania Constantini e Amos Mosaner ha compiuto un’impresa leggendaria, vincendo la medaglia d’oro senza subire nemmeno una sconfitta.

Quel successo non è stato un caso isolato. Oggi l'Italia è un'eccellenza mondiale, collezionando medaglie storiche tra Mondiali ed Europei e arrivando ai Giochi di casa del 2026,  dove la coppia Constantini-Mosaner ha conquistato il bronzo.

Il curling arriva a Roma: la pista di Colle Oppio

In un Paese dove lo sport invernale è storicamente legato alle Alpi, la grande novità è la prossima apertura della pista di curling a Roma, proprio nell'area di Colle Oppio. Questa struttura, situata in una posizione iconica con vista sul Colosseo, nascerà con l'obiettivo di promuovere la disciplina anche nel centro-sud dopo le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Non sarà solo un luogo per professionisti, ma uno spazio aperto dove studenti e curiosi possono provare l'ebbrezza del lancio della "stone" sotto il sole della Capitale.

Curiosità: lo sapevi che...?

  • Il granito è rarissimo: Tutte le pietre utilizzate nelle competizioni internazionali sono realizzate con un granito speciale estratto quasi esclusivamente dall'isola scozzese di Ailsa Craig.

  • L'effetto della spazzolata: Spazzolare freneticamente serve a scaldare il ghiaccio per frizione, creando un sottile strato d'acqua che permette alla pietra di scivolare più lontano e di deviare meno la sua traiettoria.

  • Ghiaccio a buccia d'arancia: A differenza del pattinaggio, la superficie del curling non è liscia, ma viene spruzzata d'acqua per creare dei piccoli rilievi detti pebble, fondamentali per dare l'effetto alla pietra.

  • Il Fair Play prima di tutto: Il curling è uno degli sport più corretti al mondo; per tradizione, è il vincitore che deve offrire da bere allo sconfitto dopo la partita.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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