Fedeli e insieme ribelli: Aquile Randagie, il film da non perdere al cinema

Aquile Randagie - Il film
In collaborazione con Aquile Randagie - Il film
aquile randagie il film, foto di M. Bergamini
Foto di M. Bergamini

Dopo la presentazione al Festival di Giffoni lo scorso luglio, dove è stato accolto dagli applausi e dall’entusiasmo di tutti i presenti, sarà possibile vedere al cinema il film Aquile Randagie, nelle sale dal 30 settembre al 2 ottobre. Aquile Randagie è un film da non perdere perché porta gli spettatori a immergersi in un’epoca fatta di giovani (e non solo) che, grazie al loro coraggio, hanno dato un prezioso contributo per cambiare la storia e il destino di migliaia di persone. E lo fa raccontando in profondità il mondo degli scout, per la prima volta nel cinema italiano.



Aquile Randagie, ispirazione per i ragazzi di oggi

Raccontare la storia delle Aquile Randagie in un film è un’idea stimolante, una sfida creativa, ma soprattutto un atto dovuto” afferma il regista del film, Gianni Aureli.
Le Aquile Randagie erano un gruppo di scout di Milano e Monza che decisero di ribellarsi alla decisione del fascismo di chiudere tutte le associazioni giovanili che fossero differenti dall’Opera Nazionale Balilla, inclusa quindi l’ASCI, l’Associazione Scout Cattolici Italiani. Avevano fatto una Promessa - continua Aureli - di servire la Patria e di aiutare il prossimo, e quindi con l’uniforme sotto gli abiti borghesi, e sempre alla ricerca di qualche luogo dove indisturbati poter proseguire le loro attività all’aria aperta questi giovani, fedeli (alla promessa) e ribelli (al regime), sfidarono il fascismo per anni, portando avanti gli ideali di solidarietà e speranza propri dell’Associazione Scout.”

I motivi per raccontare un film sulle Aquile Randagie sono quindi molteplici: raccontare una parte di storia d’Italia che in ben pochi conoscono, rendere omaggio a una storia di coraggio realizzata da giovani, essere d’ispirazione per i giovani di oggi”, spiega e conclude il regista.


Aquile Randagie: un gruppo di coraggiosi scout che sfidarono il fascismo

La trama, infatti, gira intorno alla storia vera di un gruppo di ragazzi che, andando contro alle imposizioni del regime fascista - che aveva vietato ogni forma di associazionismo giovanile - decide di fondare le Aquile Randagie, con lo scopo di continuare le attività scout in clandestinità. Il loro scopo è mantenere a ogni costo la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. La loro decisione da ‘fedeli e insieme ribelli’, contribuì - affiancandosi alle azioni dei partigiani - alla salvezza di centinaia di vite, di cittadini ebrei e perseguitati politici.

Il film è l’opera d’esordio di Gianni Aureli, è prodotto da Finzioni Cinematografiche con il contributo di Mibact, BPER Banca, Lombardia Film Commission, AGESCI, MASCI, Istituto Luce Cinecittà e grazie anche ai due crowdfunding di Produzioni dal Basso e CentoProduttori. È distribuito da Luce-Cinecittà che lo porterà negli schermi di numerose città italiane.

Il cast di Aquile Randagie è composto soprattutto da giovani e giovanissimi attori professionisti, tra cui i protagonisti Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Marco Pratesi, Anna Malvaso.

Scoutismo e Resistenza, la storia delle Aquile Randagie

Come anticipato, il film racconta della storia vera di quei ragazzi che, a Milano nel ventennio fascista, decisero di dire di no ai divieti del regime fondando un gruppo scout clandestino, le Aquile Randagie. Questi giovani, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, fanno base in Val Codera e, seppure spiati e incalzati dalle guardie fasciste, non accennano a fermarsi. Tanto che, dopo il 1943, gli stessi ragazzi danno vita a OSCAR - Organizzazione Scout Cattolica Assistenza Ricercati - un movimento scout clandestino che supporterà la Resistenza fino alla fine della guerra. Insieme combatteranno il regime e supporteranno nella fuga più di 2000 persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici e chiunque dovesse scappare dalle loro persecuzioni. Alla fine della guerra, le Aquile Randagie continueranno a mantenere la loro promessa di aiutare il prossimo, e chiederanno per i tedeschi e gli italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani, un equo processo e una giusta pena.