
Hai mai pensato a cosa ci potrebbe essere dentro un Charmander? O se il guscio di Squirtle funziona come quello di una tartaruga fungendo da esoescheletro?
Un artista ha deciso di rispondere a queste domande nel modo più inquietante - e affascinante - possibile: illustrando l'anatomia interna dei Pokémon come se fossero organismi reali, studiati e dissezionati alla stregua di qualsiasi altra creatura vivente.
I Pokémon hanno lo scheletro?
Il progetto parte dal Pokédex e dai nomi canonici dell'anime, e da lì costruisce qualcosa che sembra uscito da un manuale di biologia di un'altra dimensione. Togepi, Charmander, Squirtle, Steelix, Bulbasaur e Wobbuffet vengono esplorati dall'interno, con illustrazioni che mostrano come potrebbero funzionare i loro corpi sotto la superficie.

Alcune informazioni sono fedeli al lore ufficiale. Altre sono invenzioni intelligenti, costruite però in modo talmente coerente con ciò che già sappiamo sui Pokémon da sembrare del tutto plausibili. Il risultato è una sorta di guida sul campo non ufficiale: familiare, leggermente disturbante e stranamente credibile.
Insomma, il tipo di contenuto che ti fa pensare "non volevo saperlo" - e invece non riesci a smettere di guardare.
I leggendari della seconda generazione ai raggi X
L'artista si è concentrato anche su tre tra i Pokémon leggendari più iconici di sempre: Ho-oh, Lugia e Celebi. Per Ho-oh, le illustrazioni spiegano come le piume della sua coda possano rifrangere la luce in modo simile a un prisma biologico (oltre a generare arcobaleni).

Lugia, creatura che vive a metà tra cielo e oceano, viene rappresentato con un apparato respiratorio doppio, adattato sia al volo ad alta quota che alle profondità marine.

Celebi, invece, il cui legame con il tempo è parte integrante della sua natura, viene immaginato con una fisiologia quasi vegetale, in simbiosi totale con l'ambiente naturale che abita e protegge.
