
Recuperare il tempo perduto. È la missione che molti dirigenti scolastici, insieme ai loro insegnanti, stanno pianificando per le prossime settimane, per tentare di portare a termine i programmi e colmare eventuali lacune. Per farlo, cercheranno di sfruttare ogni occasione utile. Come le vacanze di Pasqua 2020. È vero, infatti, che il ministero dell'Istruzione ha confermato il calendario ufficiale – che prevede la sospensione delle lezioni dal 9 al 14 aprile – ma è anche vero che gli istituti, grazie all'autonomia scolastica, possono decidere di accorciare la sosta. Proprio quello che sembra voler fare circa 1 scuola su 3. Una proporzione che aumenta ulteriormente se la didattica a distanza è partita in ritardo rispetto all’inizio della chiusura. A confermarlo sono i 20mila studenti di medie e superiori raggiunti da un sondaggio di Skuola.net.
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Lezioni online anche durante le vacanze di Pasqua
Ora che si è capito che non è escluso che le lezioni possano terminare da casa, i professori devono aver rotto gli indugi, chiedendo alle loro classi uno sforzo supplementare per il rush finale. Così, stando a quanto dicono i ragazzi, nel 36% dei casi dovranno rinunciare al tradizionale riposo, seppur in quarantena forzata. Una quota che, alle scuole medie, schizza al 43%. Forse perché, qui, l’attivazione dello smart learning - quando c’è stata - ha avuto una gestazione più lunga.
Gli studenti sono d'accordo?
In condizioni normali ci sarebbero state proteste a non finire. Non in questo caso. Sembra quasi che gli studenti vogliano stringere un patto di collaborazione con i docenti. Laddove le vacanze saranno più brevi, meno di 1 su 2 ritiene ingiusta la decisione. Il 35%, al contrario, la considera più che opportuna, potendo servire a non perdere altro tempo. Mentre il 20%, pur non facendo i salti di gioia, si adegua. Uno spirito di gruppo che, a riprova di quanto detto, si registra in misura maggiore tra i ragazzi più colpiti dai provvedimenti: alle scuole medie, l'apprezzamento copre quasi la metà del campione (44%). Persino tra chi potrà godersi appieno la sosta c'è qualcuno – circa 1 su 6 - che avrebbe preferito accorciare i giorni di riposo.