
Ogni volta che la cronaca scolastica ci sbatte in faccia l'ennesimo caso di disagio giovanile, di ansia da prestazione o di crollo emotivo - come nel recente episodio dello studente che, vicino Bergamo, ha accoltellato una sua docente - il processo alle istituzioni educative riparte puntuale. Che, a loro volta, si interrogano su quale sia la soluzione per uscirne.
Difficile dare risposte immediate ed efficaci. Un primo passo, però, potrebbe essere quello di integrare pian piano all’interno delle scuole il "programma" dei ragazzi: le cose che vorrebbero studiare, accanto alle materie tradizionali, per imparare a stare bene, prima ancora che a prendere un bel voto.
L’elenco delle priorità è stato fornito direttamente da loro. E vede ai vertici aspetti che toccano la vita reale praticamente ogni giorno: dalla cura della salute mentale alla gestione dello stress, dall'educazione finanziaria a quella sessuale.
A portarlo alla luce è un capitolo abbastanza trascurato dell’Indagine sul Profilo dei Diplomati 2025 (Rapporto 2026) realizzato da AlmaDiploma, che svela come la Generazione Z sia assetata di nuove e differenti materie capaci di fornire strumenti concreti per affrontare le sfide e le paure della quotidianità.
Indice
Il paradosso: l'Educazione civica c'è, ma non basta fare il compitino
Partiamo col dire che il sistema scolastico, in realtà, sta compiendo grandi sforzi per aggiornarsi e avvicinarsi all'attualità. Oggi l'Educazione civica è, infatti, una realtà consolidata, almeno sulla carta: il 96,7% dei diplomati dichiara di affrontare in classe temi legati alla Costituzione e alla legalità, il 96,6% studia lo sviluppo sostenibile e l'educazione ambientale, mentre il 91,9% fa lezioni di cittadinanza digitale.

Tuttavia, le linee guida sull’insegnamento di questa disciplina trasversale - cioè diffusa nel programma delle singole materie secondo una pianificazione decisa dal consiglio di classe - non si limitano solo a queste tematiche, ma contemplano un ventaglio di altre competenze di vita come l’educazione finanziaria oppure quella alle relazioni e al rispetto.
Eppure, a quanto riferiscono gli studenti, è molto meno probabile parlare di come si accende un mutuo che degli articoli della Costituzione Italiana. A scanso di equivoci, è importante che i giovani sappiano entrambe le cose.
Ma di quali argomenti gli studenti sentono maggiormente la mancanza di insegnamenti tra i banchi di scuola?
La salute mentale e la gestione dello stress stanno diventando un’emergenza
Al primo posto assoluto svetta proprio l'esplorazione del proprio mondo interiore. La maggioranza assoluta dei diplomati (il 55,3%) indica il "benessere psicologico" come tematica principale da portare in aula. Un grido d'allarme che fa il paio con la seconda urgenza più sentita: quasi un ragazzo su due (il 49,9%) chiede a gran voce lezioni sulla "gestione dello stress e dei cambiamenti".
Questi numeri restituiscono l’immagine di una generazione che si sente emotivamente fragile e che vede nella scuola il luogo primario dove poter chiedere aiuto per imparare a codificare e governare le proprie ansie.
Istruzioni per l'uso (della vita adulta): soldi, sesso e relazioni
Oltre al supporto emotivo, però, i diplomati si dimostrano estremamente pragmatici e consapevoli che, una volta ottenuto il titolo, dovranno fare i conti con la vita vera. Ecco perché al terzo posto delle richieste spicca l'educazione finanziaria (49,1%). I ragazzi vogliono, dunque, capire come gestire meglio i soldi e come costruire la propria indipendenza.
Subito dietro si posiziona un altro grande tabù della scuola italiana: l'educazione sessuale, richiesta dal 44,8% degli studenti. A seguire troviamo l'interesse per la situazione geopolitica attuale (38,2%), l'educazione alle relazioni (34,9%) e l'educazione alimentare (26,9%).
Curiosamente, invece, tematiche di cui si dibatte puntualmente sui media tradizionali e sui social network sembrano essere avvertite come meno urgenti da affrontare formalmente sui banchi: solo una minoranza chiede di approfondire la discriminazione di genere (14,3%), la sostenibilità ambientale (13,1%), il bullismo (11,3%) o l'identità di genere (7,0%).

Le ragazze chiedono supporto emotivo, i ragazzi guardano all'economia
Scavando nei dati, emerge comunque uno spaccato profondamente diviso per genere. Ragazze e ragazzi vivono il bisogno formativo in modo molto diverso. Le studentesse, infatti, sentono l'esigenza di supporto psicologico in modo decisamente più acuto dei loro compagni: rispetto ai maschi, richiedono maggiormente tematiche sul benessere psicologico (+16,6 punti percentuali) e sulla gestione dello stress e dei cambiamenti (+16,3 punti).
Inoltre, le ragazze si dimostrano molto più desiderose di esplorare l'intimità e il rispetto interpersonale, chiedendo di più l'educazione alle relazioni (+10,4 punti) e l'educazione sessuale (+9,9 punti).
All'opposto, i ragazzi si concentrano maggiormente sugli aspetti macro-sistemici e pratici del loro futuro. L'interesse per l'educazione finanziaria è una prerogativa a forte trazione maschile (le ragazze la richiedono il 19,0% in meno rispetto ai coetanei). I ragazzi mostrano, inoltre, un maggiore interesse rispetto alle compagne per la situazione geopolitica mondiale (-6,0 punti percentuali per le ragazze) e per la sostenibilità ambientale (-5,5 punti).