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L’espressione "posto fisso" ti fa ancora venire in mente Checco Zalone, una scrivania di fòrmica grigia e una raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire all'ufficio postale? Allora sei rimasto ufficialmente indietro di una generazione. Sei rimasto, per dirla in termini moderni, all'era dei Boomer

La Pubblica Amministrazione italiana sta vivendo oggi un reset generazionale e tecnologico senza precedenti, la più grande rivoluzione strutturale e culturale degli ultimi trent'anni. 

Un vero e proprio "rebranding" digitale e generazionale, guidato da una necessità tanto matematica quanto urgente: nei prossimi sei anni, un milione di dipendenti pubblici andrà in pensione e dovrà essere sostituito

E a guidare questo ricambio non ci sono più i vecchi concorsi "biblici" che duravano anni, ma algoritmi di intelligenza artificiale, procedure molto più smart e una nuova filosofia del lavoro basata sul merito e sugli obiettivi

A certificarlo, ai microfoni di Skuola.net nel vodcast #Sapevatelo, è direttamente il suo "datore di lavoro" in capo: Paolo Zangrillo, Ministro per la Pubblica Amministrazione, che ha deciso di scendere in campo per competere direttamente con le grandi multinazionali private, offrendo stipendi d'ingresso competitivi, percorsi di carriera slegati dal clientelismo e, soprattutto, quel bilanciamento tra vita privata e lavoro (work-life balance) che la Generazione Z e i Millennials mettono ormai in cima alle proprie priorità. 

Continua a leggere questo articolo, ti spieghiamo quali sono le novità e cosa bolle in pentola dalle parti di Corso Vittorio Emanuele II: e guarda il vodcast #Sapevatelo direttamente su YouTube!

Indice

  1. La fine dell'era glaciale: dallo sblocco del turnover alla caccia alle nuove generazioni
  2. InPA e "Camilla": come funziona il “Tinder dei Concorsi Pubblici”
  3. Il ribaltamento del mercato: quando lo Stato paga meglio del grande studio associato
  4. Il voto di Maturità conta? Spoiler: il pezzo di carta non è più una condanna
  5. Flessibilità e benessere: lo Smart Working non è una vacanza ma una strategia
  6. ITS Academy: la corsia preferenziale (pagata) per diventare funzionari
  7. I 1000 mestieri della PA: molto più di una scrivania
  8. Glossario dei termini che non conosci
  9. Consigli pratici per un giovane che vuole entrare nella PA

La fine dell'era glaciale: dallo sblocco del turnover alla caccia alle nuove generazioni

Per quasi un decennio, i giovani italiani sono cresciuti con un mantra totalizzante: "Le assunzioni nello Stato sono bloccate". Un'era glaciale durata oltre otto anni che ha progressivamente invecchiato gli uffici pubblici, portando l'età media dei dipendenti a 52 anni e creando una barriera d'accesso apparentemente insormontabile.

Dal 2024 la curva ha finalmente invertito la rotta. I dati presentati dal Ministro Zangrillo tracciano una linea di discontinuità netta: 645.000 persone inserite nel triennio tra il 2023 e il 2025. Ma il dato più interessante per chi oggi si trova sui banchi di scuola o ha appena terminato l'università riguarda l'età dei nuovi assunti: di questi oltre 640mila ingressi, più del 50% ha meno di 40 anni e oltre il 28% ha meno di 30 anni. Questo massiccio innesto di forze fresche ha permesso di abbassare l'età media della PA da 52 a 48 anni in soli tre anni.

I numeri messi sul tavolo dal Ministro non sono semplici statistiche, ma una mappa di opportunità per chiunque stia uscendo da scuola o dall'università: "Nei prossimi sei anni abbiamo un milione di dipendenti pubblici che andrà in pensione, li dobbiamo sostituire". Un vuoto biologico e professionale enorme, che si traduce in un milione di posti di lavoro effettivi e pronti per essere assegnati. 

E non si tratta solo di una sostituzione numerica, ma di una necessità funzionale. Per digitalizzare i servizi, ripensare il dialogo con i cittadini e le imprese e rendere la macchina dello Stato veloce e "smart", la Pubblica Amministrazione ha bisogno di nativi digitali. La Gen Z e i Millennials non sono più visti come soggetti da formare con calma in attesa che i canuti colleghi vadano in pensione, ma come le risorse strategiche necessarie per accelerare la transizione digitale.

InPA e "Camilla": come funziona il “Tinder dei Concorsi Pubblici”

La svolta più radicale per gli studenti e i neolaureati riguarda le modalità di accesso. Possiamo finalmente dire addio ai moduli cartacei,ai i bandi stampati sulla Gazzetta Ufficiale e alle corse alle Poste per spedire la famigerata raccomandata A/R. Il canale di accesso è diventato unico, centralizzato e totalmente digitalizzato: il portale inPA.

Accessibile direttamente da smartphone tramite SPID o CIE, il portale inPA raccoglie tutte le posizioni aperte nella Pubblica Amministrazione a livello nazionale e locale. Nel biennio 2024-2025 sono stati banditi una media di 22.000 concorsi all'anno, per un totale di quasi 300.000 posti di lavoro messi a bando: un'offerta enorme che rischiava, paradossalmente, di disorientare i candidati.

Per risolvere il problema del matching tra le competenze del candidato e le migliaia di bandi disponibili, è subentrata l'intelligenza artificiale con Camilla, l'assistente virtuale del portale ribattezzata ironicamente dal direttore Daniele Grassucci "il Tinder dei concorsi".

L'esperienza d'uso ricalca esattamente quella delle piattaforme digitali più amate dai giovani. L'utente accede al portale, attiva la chat con Camilla e le "racconta" il proprio percorso: titoli di studio, competenze specifiche, interessi professionali (ad esempio l'urbanistica o la sostenibilità ambientale) e vincoli geografici (es. "voglio lavorare in un comune della Lombardia, preferibilmente vicino a Milano").

"Camilla è un assistente virtuale che, attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, ci dà l'opportunità di avere in quasi tempo reale informazioni utili per le nostre curiosità. Tu le racconti le tue competenze e le tue esigenze e lei in 20 secondi ti dà l'elenco di tutti i concorsi adatti alle tue caratteristiche." spiega infatti il Ministro.

L'algoritmo analizza la banca dati nazionale e restituisce un elenco profilato dei concorsi più adatti. Da lì, l'onboarding digitale consente di iscriversi alla selezione con pochi clic, azzerando la burocrazia iniziale.

Anche i tempi di gestione delle selezioni sono stati stravolti: se fino a quattro anni fa la trafila concorsuale richiedeva mediamente più di due anni tra la pubblicazione del bando e l'assunzione, oggi l'intero processo si conclude in 4-5 mesi.

Il ribaltamento del mercato: quando lo Stato paga meglio del grande studio associato

Uno dei tabù più radicati tra i giovani della Generazione Z è che il lavoro pubblico sia sinonimo di stipendi d'attesa e scarse gratificazioni economiche, soprattutto se paragonato alle sirene del settore privato o delle multinazionali

I dati reali, supportati dalle indagini AlmaLaurea, mostrano però uno scenario opposto, specialmente per i profili d'ingresso

"La retribuzione di ingresso di un giovane si aggira intorno ai 1.500-1.600 euro netti al mese. Significa entrare con una retribuzione allineata al mercato. Anzi, se vai a guardare quello che prende un giovane laureato in giurisprudenza che entra in uno studio legale, vi garantisco che la retribuzione d'ingresso della Pubblica Amministrazione è più alta." sottolinea Paolo Zangrillo.

Il vantaggio competitivo non si ferma ai livelli d'ingresso. La vera rivoluzione strutturale è quella firmata lo scorso 2 luglio 2025, data in cui è diventato ufficialmente legge il nuovo disegno di legge sul merito nella PA. Per decenni, l'unico modo per fare uno scatto di carriera o aumentare lo stipendio nel pubblico impiego è stato quello di rimettersi sui libri e superare un altro concorso verticale. Un sistema rigido, che appiattiva le performance e demotivava i più brillanti.

La nuova legge introduce per la prima volta i sistemi di valutazione meritocratica tipici delle grandi aziende private. Il dirigente pubblico acquisisce il ruolo di vero e proprio manager delle risorse umane: ha il potere e il dovere di monitorare il team, scovare i talenti interni e proporre direttamente la promozione sul campo per i collaboratori più validi

Chi vale viene premiato economicamente e professionalmente, trasformando il pubblico impiego in un vero ascensore sociale basato sui risultati e non sull'anzianità di servizio.

Il voto di Maturità conta? Spoiler: il pezzo di carta non è più una condanna

Un'ottima notizia per gli studenti che hanno affrontato l'esame di Maturità o la sessione di laurea con l'ansia del voto finale: il punteggio non è più un fattore discriminante. Il Ministro Zangrillo ha voluto rassicurare direttamente la community di Skuola.net, smontando il mito secondo cui un voto basso precluda la strada dei concorsi pubblici.

Prendere un voto minimo alla maturità (il classico 60 e sto) o alla laurea non cancella le possibilità di impiego. Per l'accesso ai concorsi della Pubblica Amministrazione dedicati ai diplomati, il requisito essenziale è il possesso del titolo legale di studio: l'idoneità. Una volta superata la selezione d'ingresso, il voto di uscita scompare dai radar dei valutatori.

La Pubblica Amministrazione si sta muovendo verso una logica di valutazione orientata alle competenze reali e al raggiungimento degli obiettivi annuali. Nel lavoro quotidiano, la capacità di risolvere problemi, l'attitudine al lavoro di squadra e le competenze digitali contano molto più del voto stampato sul diploma. Chi dimostra di saper "far accadere le cose" sul campo ha le stesse identiche praterie di carriera di chi ha collezionato cento e lode.

Flessibilità e benessere: lo Smart Working non è una vacanza ma una strategia

Le priorità dei giovani che si affacciano oggi sul mercato del lavoro sono cambiate radicalmente rispetto a quelle delle generazioni precedenti. Se per i Baby Boomer e i Millennial la priorità assoluta in fase di colloquio era la stabilità economica, le indagini di settore rivelano che per la Gen Z il salario è scivolato al quinto o sesto posto nella scala dei valori. In cima c'è il work-life balance: l'equilibrio tra la vita professionale e lo spazio privato. 

Il lavoro viene visto come uno strumento di realizzazione, non come qualcosa che deve fagocitare l'intera esistenza.

Su questo fronte, la PA sta provando a giocare d'anticipo, sdoganando lo smart working anche nel periodo post-Covid come formula strutturale di gestione. Nonostante le resistenze culturali di una vecchia guardia dirigenziale, la linea ministeriale è netta: il lavoro si misura sull'output, non sui minuti di presenza.

"Sono un sostenitore dello smart working. Non sono interessato a sapere se un mio collaboratore svolge la sua performance in ufficio o a casa sua. Quello che a me importa è che quello che io mi aspetto da lui sia realizzato. Dobbiamo passare a un lavoro per obiettivi e non più per tempo speso alla scrivania, basato su un rapporto di fiducia." dice Paolo Zangrillo.

Lo smart working non viene inteso come un benefit passivo o una concessione di riposo, ma come un patto di responsabilità reciproca. Il dipendente è libero di gestire i propri spazi e i propri tempi, a patto che i target fissati dall'amministrazione vengano centrati con precisione.

ITS Academy: la corsia preferenziale (pagata) per diventare funzionari

Una delle novità più dirompenti introdotte dal Ministero riguarda il mondo degli ITS Academy, i percorsi di formazione tecnologica post-diploma ad alta specializzazione che stanno riscuotendo un successo clamoroso in Italia per i loro tassi di occupazione.

Fino a poco tempo fa, la legge prevedeva un vincolo insuperabile: per accedere alla qualifica di "funzionario" all'interno della PA (la fascia direttiva ed economica più alta per i non dirigenti) era tassativamente richiesto il diploma di laurea magistrale o triennale. Questo blocco escludeva di fatto tutti i super-tecnici diplomati dagli ITS, privando lo Stato di competenze digitali, informatiche e ingegneristiche fondamentali.

Per superare questo cortocircuito burocratico, è stato attivato un piano d'inserimento ad hoc: la PA assume i diplomati degli ITS Academy con un contratto a tempo determinato di 36 mesi, durante i quali i ragazzi non solo lavorano e percepiscono uno stipendio regolare, ma ricevono il finanziamento totale del corso di laurea da parte dello Stato. 

Al termine dei tre anni, una volta conseguito il titolo universitario mentre si è fatto servizio sul campo, il contratto viene convertito automaticamente a tempo indeterminato, consolidando la posizione da funzionario nell'organico.

I 1000 mestieri della PA: molto più di una scrivania

Quando si pensa all'impiegato pubblico, l'immaginario collettivo corre subito ai vecchi uffici comunali. La realtà della Nuova PA è invece un ecosistema che comprende centinaia di professioni diverse, molte delle quali fortemente proiettate verso il futuro e l'innovazione tecnologica.

Entrare nella Pubblica Amministrazione oggi significa poter fare l'ingegnere aerospaziale, il medico, l'esperto di transizione ecologica, l'urbanista, ma anche professioni creative e contemporanee come il Social Media Manager per i canali istituzionali, il data analyst o il cyber-security expert per la protezione dei dati dei cittadini. 

Lavorare nella PA, in veste di civil servant, significa mettere le proprie competenze digitali e la propria freschezza mentale al servizio della collettività, con la consapevolezza che l'efficienza dello Stato non si decide più nelle stanze ministeriali, ma nella velocità e nella qualità dei servizi percepiti dai cittadini sul proprio smartphone.

Glossario dei termini che non conosci

Ti sei perso qualche termine per strada? Ecco un recap per fare chiarezza:

  • InPA: il Portale Unico del Reclutamento della Pubblica Amministrazione. È la piattaforma digitale attraverso cui transitano obbligatoriamente tutti i bandi di concorso, le selezioni e le assunzioni dello Stato, dei Ministeri e degli enti locali.

  • Camilla: assistente virtuale basata su intelligenza artificiale integrata nel portale inPA. Analizza il profilo del candidato (competenze, studi, area geografica) e seleziona in tempo reale i concorsi più idonei.

  • Turnover (Blocco del): meccanismo economico di austerity che vieta o limita fortemente l'assunzione di nuovo personale per sostituire i dipendenti che cessano dal servizio (pensionamenti). Il blocco totale della PA italiana è durato circa 8 anni.

  • ITS Academy: Istituti Tecnici Superiori. Scuole di alta tecnologia post-diploma che offrono percorsi biennali o triennali fortemente legati al mondo aziendale, alternando lezioni teoriche a intensi periodi di stage e tirocinio pratico.

  • Work-Life Balance: il bilanciamento ottimale tra la carriera professionale e la vita privata. Include l'attenzione alla salute mentale, il tempo libero, la flessibilità oraria e il rifiuto di culture aziendali iper-competitive o tossiche.

Consigli pratici per un giovane che vuole entrare nella PA

  1. Crea subito il tuo profilo su inPA: non aspettare la laurea o l'occasione perfetta. Accedi al portale tramite SPID o CIE, compila dettagliatamente il tuo curriculum digitale inserendo ogni competenza, certificazione linguistica o informatica e attiva le notifiche per la tua area geografica.

  2. Sfrutta l'Intelligenza Artificiale di Camilla: interagisci regolarmente con l'assistente virtuale. Più sarai preciso e dettagliato nel descrivere cosa sai fare e quali sono le tue aspettative (es. "voglio occuparmi di comunicazione digitale in Toscana"), più l'algoritmo sarà chirurgico nel segnalarti i bandi ideali entro 20 secondi.

  3. Valuta i contratti a tempo determinato e il PNRR: non scartare le offerte a tempo determinato pensando che siano una trappola precaria. Nella PA moderna, soprattutto sui progetti legati al PNRR, i contratti a termine da 36 mesi con valutazione positiva si trasformano in contratti a tempo indeterminato senza dover ripetere il concorso, rappresentando la via d'accesso più rapida per i giovani.

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