Spaventa più il terrore di una guerra nucleare o quello di non essere mai felici? Quest’anno è la tensione geopolitica internazionale ad aggiudicarsi l’Oscar della paura più diffusa tra le nuove generazioni.
A svelarlo è l'Osservatorio sulle Paure Generazionali di Skuola.net, che ha interpellato un campione di 1.000 tra ragazze e ragazzi - tra gli 11 e i 29 anni - chiedendo loro di confessare quali tra i vari “spettri” proposti dall’indagine fossero appunto i più temibili.
Il risultato è il ritratto di generazioni - le cosiddette Zeta e Alpha - strette in una doppia morsa: da un lato il terrore per le catastrofi globali in rapida escalation, dall'altro una profonda, intima insicurezza sul proprio futuro personale e sentimentale.
Con solo il 13% degli intervistati che ha il coraggio (o la fortuna) di ammettere di non avere "nessuna di queste paure", con una netta prevalenza di questo stato d’animo nel campione maschile (20%) più che in quello femminile (8%).
La “classifica” degli incubi: la guerra fa più paura dell'infelicità
A differenza di rilevazioni simili svolte negli anni scorsi, il 2026 vede un clamoroso ribaltone al vertice. Al primo posto assoluto trionfa la paura di una guerra nucleare o globale, indicata dal 45% dei giovani. Si tratta di un'impennata drastica rispetto al passato: questo timore, in precedenza, si fermava infatti al 34% (nel 2025) e al 33% (nel 2024).
Tuttavia, i ragazzi continuano ugualmente a fare i conti con un forte disagio interiore. Subito dietro lo spettro bellico, al secondo posto, si piazza infatti la paura di non essere mai felici o soddisfatti, indicata dal 43% del campione (in costante crescita rispetto al 40% del 2025 e al 38% del 2024).
Il podio si chiude con un altro timore strettamente legato alla sfera affettiva: il terrore di non trovare l'amore, che fa un balzo in avanti notevole conquistando il 41% dei voti, contro il 33% di un anno fa.
Scendendo nella classifica, si consolida l'ansia per la propria indipendenza materiale. Il 38% dei giovani teme di non avere abbastanza soldi, mentre il 37% è spaventato dall'idea di non riuscire a farsi una vita propria.
A pari merito, sempre al 37%, si fa largo una preoccupazione strettamente legata alla cronaca di questi mesi: quella per l'aumento della violenza sociale, schizzata in alto di ben 11 punti percentuali rispetto al 26% dello scorso anno.
A ridosso delle posizioni di vertice troviamo un altro ex-aequo, al 35%: da una parte l'incubo di non trovare lavoro, dall'altra la paura per il cambiamento climatico, tornata a mordere le coscienze dopo due anni di sostanziale stabilità al 24%.
Chiudono la top 10 del brivido la paura di non avere amici (31%) e quella di non riuscire a viaggiare (23%) per esplorare un mondo che appare sempre più chiuso e ostile.

Il divario di genere: le ragazze schiacciate da un carico emotivo maggiore
Un capitolo a parte e di grande interesse, infine, è quello che analizza le (profonde) differenze di percezione tra maschi e femmine. Perché l'indagine fotografa una realtà in cui le ragazze portano sulle spalle un carico di ansie sistematicamente e nettamente superiore a quello dei loro coetanei.
Al vertice delle inquietudini femminili c'è la guerra globale (che sale al 49%), seguita a ruota dalla paura di una vita infelice e insoddisfacente (48%) e dalla prospettiva di non trovare l'amore (46%).
Percentuali altissime che staccano di netto quelle maschili: tra i ragazzi, la guerra si ferma al 39%, l'amore al 33% e il timore dell'infelicità al 32%.
Anche l'ansia economica morde maggiormente le giovani donne: il 43% di loro teme la povertà, contro appena il 29% dei maschi.
Ma ci sarà qualcosa che spaventa di più i ragazzi? Le uniche, lievi controtendenze maschili si registrano su temi slegati dalla performance individuale: si mostrano leggermente più preoccupati delle coetanee per le sorti del pianeta (il 37% teme il cambiamento climatico, contro il 35% delle ragazze) e della propria cerchia sociale (il 33% ha paura di non avere amici, contro il 31% femminile).
